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Montecatini

Bimbo di 4 anni con la sindrome di Kawasaki

«Rimandato a casa ma era ammalato»

«Rimandato a casa ma era ammalato»

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CHIESINA. E' sabato, il suo bambino di 4 anni e mezzo ha la febbre a 40 e mezzo. La madre chiama la guardia medica, il dottore viene nella sua casa di Chiesina Uzzanese e prescrive un antibiotico. Al bambino viene somministrata anche tachipirina, ma la febbre non cala. Il giorno successivo la mamma, sempre più preoccupata, porta il piccolo al pronto soccorso di Pescia. Gli prescrivono un Augmentin e lo rimandano a casa. «Ma mio figlio continuava ad avere la febbre alta, vomitava, faceva la pipì marrone, aveva macchie rosse sul corpo e le labbra e un occhio color rosso ciliegia». Un'altra notte di angoscia, poi finalmente arriva il lunedì e si può chiedere l'intervento del pediatra di fiducia. Il medico, dopo la visita, ha pochi dubbi: sindrome di Kawasaki. Una malattia rarissima che colpisce i maschi fino all'età di 5 anni e che, se non trattata in maniera adeguata, può provocare problemi cardiaci. Altra corsa all'ospedale di Pescia, dove le analisi confermano i sospetti. Si decide di trasportare il bambino al Meyer di Firenze e qui iniziano subito le terapie del caso. Il bambino risponde bene ai trattamenti e dopo 11 giorni viene dimesso. Ora dovrà sottoporsi agli esami periodici, ma il peggio è passato.  Chi, però, non si dà ancora pace è la mamma: «Non capisco come si possa lasciare un bambino per due giorni a casa con la febbre altissima e con quegli altri sintomi che presentava. Per me e mio marito sono stati due giorni di angoscia, di terrore puro. Per fortuna il nostro pediatra il lunedì ha subito compreso la situazione e sono iniziate le cure necessarie. Ma per quei due giorni, ci siamo sentiti abbandonati».

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