Il dolore
La storia vista dai protagonisti
Elena Guerri
A Chiesina il Risorgimento raccontato da chi lo fece
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CHIESINA UZZANESE. «Sono esposti le lettere e i documenti scritti da persone semplici, ma che hanno fatto la storia e hanno sacrificato la loro vita per l'unità d'Italia»: con queste parole Elsa Grassi, del Comitato del 150º anniversario dell'Unità d'Italia, ha inaugurato al Centro polivante Mazzocchi la mostra "Uomini e Vicende Miti e Valori", organizzata dal Comune di Chiesina in collaborazione col Centro Studi Internazionale di Storia Postale. All'evento erano presenti il vicesindaco Fabio Berti, l'assessore alla Cultura Fabrizio Magrini, l'assessore provinciale Chiara Innocenti, Ercolano Gandini, presidente del Centro Studi Internazionale, e Sergio Leali e Carlo Innocenti, curatori dell'esposizione. Quest'ultima inizia con una serie di testimonianze risalenti al 1848. La battaglia di Curtatone e Montanara è la vera protagonista della prima sezione. Qui è possibile leggere un elenco con i nomi dei nove volontari e regolari pistoiesi che caddero durante quel famoso scontro: Alberto Becchelli, Armando Chiavacci, Giovanni Giacomelli, Ferdinando Landucci, Tito Masetti, Luigi Marchi, Alfonso Mazzei, Luigi Pierotti e il poeta Roberto Buonfanti. Proseguendo nella visita può essere osservato il bando emesso da Leopoldo II con l'ordine di apporre il tricolore alla bandiera toscana. Inoltre di notevole interesse è la stampa raffigurante Elbano Gasperi: questo giovane artigliere continuò a sparare con i cannoni dopo essersi denudato. I suoi vestiti avevano preso fuoco con un'esplosione e lui, imperterrito, combattè fino alla morte. Altrettanto illuminanti sono le numerose lettere raccolte. Furono scritte con un linguaggio semplice, ma descrivono con nitidezza gli avvenimenti. I destinatari erano genitori, mogli e figli che venivano rassicurati sulla fine di una qualche battaglia. Da questi messaggi provenienti dal campo riluce la verità sanguinosa del riscatto graduale da parte dell'Italia dall'oppressione austriaca e della crescente identità nazionale. È superato l'anonimato del nome esercito, militare, soldato, fante: qui compaiono i nomi propri di studenti, uscieri, medici, borghesi, nobili e contadini che resero possibile l'Unità. L'attenzione del pubblico sarà catturata anche dall'appello rivolto alle donne dalla prima crocerossina, la principessa Cristina Trivulzio di Belgioioso. Era necessario, infatti, raccogliere vestiti nuovi per i feriti e le truppe. Infine le ultime due sezioni sono dedicate a Garibaldi e ai libri risorgimentali clandestini. Tra questi è presente l'opera di Giuseppe Bandi intitolata "I Mille". Lo sconosciuto autore, nel 1877, fondò "Il Telegrafo", l'antenato dell'attuale "Tirreno". «È stata una scommessa - ha dichiarato Berti - speriamo in un'ampia risposta della cittadinanza. Per noi questa iniziativa è motivo di immenso orgoglio. L'amministrazione ha compiuto notevoli sforzi per la riuscita dell'evento». Dopo Chiesina Uzzanese l'esposizione itinerante si sposterà, dal 3 all'11 settembre a San Colombano al Lambro, e a Lodi dal 29 ottobre al 20 novembre.
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