La manifestazione
Reclamo per il licenziamento annullato
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La sede di Acque Toscane Spa Acque Toscane amareggiata per la campagna mediatica del sindacato Gargini (Cgil): «Male interpretate alcune mie dichiarazioni sul caso»
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MONTECATINI. Si dichiarano esterrefatti e amareggiati i vertici di Acque Toscane di fronte alle dichiarazioni della Cgil sulla vicenda del licenziamento e reintegro di un dipendente. «Siamo sorpresi - interviene la direzione - dalla campagna mediatica che la Cgil sta portando avanti per pubblicizzare un episodio giudiziario del quale noi per primi, con una nota stampa, avevamo dato notizia tutelando però le generalità del dipendente. Non solo per un fatto di norma sulla privacy ma per una questione di etica e rispetto dell'individuo». L'azienda contesta fermamente che il dipendente sia stato licenziato per aver sottoscritto, tra l'altro, il referendum sull'acqua: «Queste affermazioni ledono l'immagine e l'onorabilità della società, che si riserva di intraprendere una azione legale». Silvia Dal Pino, legale di Acque Toscane, puntualizza: «Il licenziamento si è reso necessario a seguito della sussistenza di "comportamenti censurabili", adottati dal dipendente, che hanno comportato l'applicazione di ben 7 provvedimenti disciplinari. Il provvedimento del giudice del lavoro è stato tempestivamente reclamato e sarà a breve discusso avanti al collegio del Tribunale di Pistoia». La società conclude precisando che «il dipendente non è ingegnere, né dirigente. Per licenziare un dirigente non serve giusta causa». In riferimento all'articolo pubblicato ieri interviene anche Michele Gargini, segretario Filctem Cgil, per alcune precisazioni. «Il virgolettato a me attribuito - scrive - è stato travisato, poiché la richiesta d'incontro nell'antefatto era stata effettuata il 17 giugno per un episodio del 16 giugno, che riguardava l'attuale delegata sindacale, e non il licenziamento di Arletti avvenuto nell'ottobre dell'anno scorso. E la risposta del legale è avvenuta su quella richiesta del 17 giugno e non citava minimamente la firma di Arletti per il referendum sull'acqua pubblica (il riferimento della firma sulla petizione per l'acqua è invece citato nelle memorie difensive dell'azienda sul licenziamento). Per come inserita nel mio virgolettato si potrebbe pensare che il licenziamento sia avvenuto per la firma della petizione: ciò non corrisponde al vero perché è avvenuto solo per la stampa di una volantino con mezzi dell'azienda per uso personale».
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