Il Tirreno

Montecatini

Il bilancio del primo semestre al Comicent fa registrare un volume di affari di 36 milioni e mezzo di euro

La rosa regina dei fiori e anche delle vendite

Eugenio Fagnoni
Il mercato dei fiori di Pescia
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Il mercato dei fiori di Pescia

La nota negativa è il garofano, in picchiata nella produzione e negli acquisti

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 PESCIA. Rosa regina dei fiori, ma anche delle vendite. Di ogni dimensione e colore, infatti, sono state loro a dominare gli acquisti al Comicent. È quanto emerge dai dati sul volume di vendita nel primo semestre del del 2011 al mercato dei fiori di via Salvo D'Acquisto.  Nei primi sei mesi di quest'anno il giro d'affari è stato - secondo i dati diffusi dall'ufficio statistica del mercato - di 36 milioni e 597mila euro. Al vertice degli scambi, come detto, le rose - a fiore grande e piccolo - di cui ne sono state acquistate 18 milioni e 851.500 fiori, per un valore di 13 milioni e 195mila euro (praticamente oltre un terzo dell'intero volume di affari). Seguono, nel gradimento del consumo, i gigli asiatici ed orientali, di cui ne sono stati venduti 7 milioni e 475.200 steli, per un controvalore di 6 milioni e 308mila euro. Buona anche la richiesta delle eleganti orchidee: al mercato di Pescia ne sono state acquistate 3 milioni e 230.350 pezzi, fra steli e fiori, per un importo di complessivo di 2 milioni e 719.625 euro.  Mantengono la posizione le vendite di crisantemi multiflori, di cui ne sono stati comprati in questi primi sei mesi 7 milioni e 974.000 steli, per un controvalore di 2 milioni e 533.480 euro.  La nota negativa arriva invece proprio dal garofano, un tempo simbolo della floricoltura locale. Si registra infatti una doppia flessione, di vendite e produttiva, per gli alti costi del riscaldamento delle serre, al punto che nel semestre sotto esame è l'ultimo negli acquisti, con 4 milioni ed 803.200 fiori per un valore di 748.420 euro. Mantiene le posizioni di acquisto il verde ornamentale, in prevalenza di produzione locale, di cui ne sono stati acquistati 818.700 chili, per un controvalore di 2 milioni e 778.670. euro. L'andamento generale di questo primo semestre 2011 conferma la difficoltà della floricoltura, per il sommarsi di due fattori: la crisi economica generale, che incide sugli acquisti voluttuari, e i costi di produzione sui quali pesa parecchio il gasolio agricolo per il riscaldamento delle serre, dopo l'eliminazione delle tariffe agevolate.  Intanto i floricoltori locali, e, più in generale, toscani, rispondono alle esigenze del consumo per gli addobbi e le feste nuziali e ricorrenze con produzioni - ottenute in serra fredda o in pieno campo - che hanno un duplice pregio: una lunga resistenza e una vasta gamma di colori. Sono stati proposti alla vendita lo "statice", nelle colorazioni naturali del rosso, del blu, del giallo e del bianco; la "gypsofila", nella colorazione classica del bianco e del rosa, e il "limonium", nei colori a effetto del bianco, del giallo, del rosso e del rosa.

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