Sicurezza
Vince la causa con Acque Toscane: dirigente torna al lavoro
Luca Signorini
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MONTECATINI. Giuliano Arletti, ingegnere, uno dei dirigenti responsabili di Acque Toscane, licenziato ad ottobre, viene reintregato oggi nell'organico dell'azienda. Questa la decisione del giudice del lavoro dopo la causa intentata dalla Filctem Cgil. In più, la sentenza dispone al gestore dell'acquedotto di corrispondere gli stipendi arretrati. La vicenda, però, avrà degli strascichi. Da una parte il sindacato si appellerà nuovamente al giudice del lavoro per ricevere un risarcimento danni da mobbing e per la presunta violazione dell'art. 28 della Carta del lavoro, che configura comportamenti antisindacali. Dall'altra Acque Toscane che, con tutta probabilità, impugnerà le sentenze in proprio sfavore. La storia inizia due anni fa, quando Arletti comincia asubire quelle che lui ritiene vessazioni sul luogo di lavoro: «La sua posizione di grande responsabilità - dice Luana Del Bino, dell'ufficio vertenze della Cgil - veniva sminuita dentro e fuori l'azienda. Continui erano i richiami e le sospensioni temporanee. Per sopportare una così pesante situazione il nostro assistito ha fatto ricorso alle cure di psicologi e psichiatri». Nell'ottobre scorso poi, l'ingegnere è stato raggiunto da una lettera di licenziamento. Subito è partito il ricorso della Filctem Cgil, capitanata dal segretario provinciale Michele Gargini. «Mi è giunta una missiva dall'avvocato dell'azienda - commenta Gargini - dove veniva rilevato il fatto che Arletti aveva firmato per il referendum sull'acqua pubblica. In più, motivo del licenziamento, la colpa di aver stampato un volantino per uso personale con i mezzi dell'azienda. Un errore, certo, ma non così grave da provocare il licenziamento». Ed ecco allora il ricorso d'urgenza. «Il giudice nella sentenza ha sottolineato quanto fosse labile e scarsa la motivazione - spiega il legale del sindacato, Marica Bruni - non idonea per il venir meno del rapporto fiduciario». E così, vinta la vertenza, Arletti oggi viene reintregato al lavoro (e gli verranno corrisposti gli stipendi arretrati).
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