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Montecatini

Parcheggi, il Pd studia le strategie

La sede di Montecatini parcheggi, società del Comune
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La sede di Montecatini parcheggi, società del Comune

Intanto anche la Destra critica il rinnovo del direttore

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 MONTECATINI. Mentre la Montecatini Parcheggi resta senza testa (il direttore non ha ancora firmato il contratto e Franco Pazzaglini si è preso qualche giorno per riflettere sulla proposta di incarico alla presidenza), la discussione sul futuro della partecipata del Comune si allarga. Non solo l'opposizione, ma anche il Partito democratico si interroga sulle linee e le strategie da seguire per consolidare la società nata nel 2006 per realizzare il progetto dell'area ex Lazzi. Progetto che, ad oggi, rimane in stand by, mentre crescono le prospettive sulle funzioni aggiuntive da assegnare all'azienda. Insomma, il ruolo dei servizi previsto dal nuovo statuto sembra prendere sempre più campo rispetto a quello dei parcheggi. Tanto che, per la segnaletica affidata alla Mps, nell'ultimo anno sono stati spesi 120mila euro contro i 40mila che venivano stanziati in era Severi. E si lavora per affidare la gestione del cimitero e del verde. Intanto, sulla vicenda del reclutamento di un geologo nell'ufficio tecnico emerge che potrebbe anche essere intrapresa un'altra via, attivando un ufficio tecnico "consorziato". In altre parole, uno staff che, oltre a preoccuparsi delle esigenze di Montecatini, potrebbe rispondere anche a quelle di altri comuni della zona. Ma dove trovare le risorse? Allo studio ci sarebbe un aumento dell'addizionale sull'energia, unica tassa non ancora a tetto.  Tornando alla Montecatini parcheggi, c'è da registrare che anche la Destra si unisce alle critiche lanciate ieri da Riccardo Sensi Pdl riguardo alla «conferma del direttore della Mtp e del suo faraonico stipendio». Il segretario Giuseppe Fiore scrive, inoltre: «Ricordiamo che in campagna elettorale il sindaco Bellandi tuonava contro tale ente e ne auspicava la soppressione. In realtà è sopravvissuto e il suo responsabile ha continuato ad essere economicamente "miracolato" da prebende superiori ai massimi dirigenti Asl».  «Ora - spiega Fiore - sembrerebbe consumarsi la beffa: l'ente che la sinistra voleva cancellare è rimasto, lo stipendio del suo amministratore pure, l'unica novità "proletaria" potrebbe essere che a beneficiarne verrebbe chiamato un "compagno": il capogruppo del Pd. Tra l'altro nessuno ricorda che il sindaco aveva ammonito che se il responsabile della Mtp non avesse presentato il progetto per il recupero dell'ex Lazzi, a fine mandato l'avrebbe "cacciato"».

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