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«Col piano Stella Alpina si elimina il degrado»

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 PESCIA. «Nessun vincolo ospedaliero, e nessuna fretta (anzi) nel piano di recupero Stella Alpina»: così Alessandro Rossi, presidente del Cda Stella Alpina, interviene sul progetto al centro di polemiche prima della sua approvazione, martedì sera, in consiglio comunale. Il piano di recupero, viene spiegato, è il completamento di un preceedente piano del 1995, autorizzato, non del tutto completato e ormai scaduto.  «Nello specifico - si legge sulla nota della società - doveva essere completata solo la parte a sud di via del Giocatoio, la più distante dall'ospedale. La società proprietaria, per portare a termine quanto iniziato ed eliminare una situazione di degrado in una zona importante come questa ha deciso di ultimare quanto iniziato nel 1995, e nel febbraio 2010 la società ha chiesto al Comune la possibilità di completare l'intervento. Seguendo l'attuale normativa (più complicata e onerosa) è stato presentato un nuovo piano di recupero, con tutte le indagini preliminari per una nuova progettazione. Il piano è stato esaminato dall'ufficio urbanistica che, con istruttoria positiva, lo ha portato all'esame delle commissioni per il paesaggio e urbanistica, con pareri positivi». Un intervento, viene sottolineato, il cui iter veniva sollecitato da anni.  «In definitiva - chiude la società - il piano di recupero prevede solo la realizzazione di 5 appartamenti e due garage. Si fa presente che l'area si trova al di fuori della zona ospedaliera (infatti la normativa prevede una destinazione d'uso residenziale e terziaria per questa zona) e l'intervento, forse, porterà benefici alla proprietà, ma avrà anche il pregio di eliminare una situazione di degrado e portare un consistente introito alle casse comunali».

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