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Montecatini

Banche e usura, validi i capi di imputazione

Assegni e cambiali sequestrati dalla Guardia di Finanza in un’inchiesta contro l’usura
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Assegni e cambiali sequestrati dalla Guardia di Finanza in un’inchiesta contro l’usura

Il gip conferma le ipotesi di accusa nei confronti di sette funzionari

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 MONTECATINI. I capi di imputazione sono validi e il procedimento penale resta a Udine.  Lo ha deciso il gup Roberto Venditti nell'udienza di ieri mattina la cui la decisione di rinviare o meno a giudizio i sette indagati, tra funzionari e dirigenti di banca, per concorso in usura aggravata verrà presa il 5 dicembre. Il pronunciamento del gup viene accolto con soddisfazione dalla parte offesa, Giuseppe Paoli, 52 anni, imprenditore, per anni residente a Montecatini: «Siamo nella giusta direzione per arrivare alla verità».  Sono sotto inchiesta Tiziano Berti, 62 anni, di Pescia, all'epoca dei fatti in servizio alla sede centrale della Banca di Pescia; Nicola Gino Matteoni, 39 anni, residente a Tassignano, all'epoca direttore della filiale di Capannori della Banca di Pescia; Daniele Braconi, 50 anni, all'epoca dipendente di Mps a Montecatini; Fabrizio Ceccantini (Mps); Leonardo Quiriconi, 52 anni, di Monsummano, direttore del Credito Valdinievole; Domenico Vacca, 55 anni della Cassa di Risparmio di Pistoia, sede di Montecatini; Enrico Mariani, 43 anni, di Ponte, funzionario del Credito Valdinievole.  Il gip ha anche autorizzato la citazione in giudizio delle banche Monte dei Paschi di Siena, Banca di Pescia, Credito Cooperativo della Valdinievole e Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Il processo si svolge a Udine, perché qui risultano pattuiti i primi accordi con le banche nel 2000, con finanziamenti poi rinnovati a tassi usurari (superiori anche al 400%). L'accusa ritiene che i funzionari fossero consapevoli della posizione di usurato dell'imprenditore e della moglie. P.B.

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