Il Tirreno

Montecatini

Concesso un anno di proroga per la cassa integrazione e si ferma la procedura di mobilità avviata alla cartotecnica

Stop ai 45 licenziamenti alla Nuova Edart

Luca Signorini
Lo sciopero dei dipendenti della Nuova Edart
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Lo sciopero dei dipendenti della Nuova Edart

Scettico il sindacato che parla di palliativo per posticipare il taglio del personale

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 MASSA E COZZILE.Alla fine l'opera della Slc Cgil e dell'amministrazione comunale ha dato i suoi frutti. La Nuova Edart di Traversagna, azienda cartotecnica specializzata nella produzione di biglietti augurali, da quelli di cartoleria alle partecipazioni di nozze, ritira le procedure di mobilità, anticamera del licenziamento dopo un periodo di indennità pagata dall'Inps, avviate lo scorso aprile.  Rischiavano di ritrovarsi senza un lavoro 45 dei 137 dipendenti dell'azienda, soprattutto donne e soggetti più deboli (neo assunti, part time, dipendenti prossimi alla pensione). Grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione quei 45 lavoratori potranno usufruire della cassa integrazione in deroga: con la formula delle zero ore 30 di loro, gli altri con la Cig a rotazione. Il tutto fino a luglio 2012.  Per un altro anno viene così scongiurato il pericolo del licenziamento. È quindi servito a qualcosa l'ultimo incontro tra le parti nella sede della direzione lavoro della Provincia, dello scorso 4 luglio. È servito a qualcosa pure lo sciopero degli operai organizzato il 17 giugno. E, infine, è servito a qualcosa l'impegno, iniziato molto prima di aprile, della giunta di Massa Cozzile, capitanata dal vicesindaco Claudio Barbi. Proprio venerdì («per pubblicizzare e sensibilizzare») l'amministrazione aveva convocato un consiglio comunale aperto sulla questione Nuova Edart.  «Noi come comune non abbiamo molti margini di manovra e nessuna capacità impositiva - ha detto Barbi - vogliamo soltanto tenere alta l'attenzione e accendere i riflettori su una delle aziende più importanti del nostro tessuto produttivo. E poi, anche da un punto di vista politico, la convocazione del consiglio, peraltro auspicata anche dall'opposizione, ci sembrava un atto dovuto».  Alla seduta erano presenti, oltre a sindacato e Rsu aziendale, anche 30 lavoratori della Edart. Assenti, invece, i vertici della cartotecnica. In quest'occasione si sono mostrati scettici i sindacati: per loro l'accordo raggiunto rappresenta un semplice palliativo utile solo per posticipare i licenziamenti. L'accusa rivolta ai vertici aziendali è quella della mancanza di una precisa progettualità, di un serio piano industriale, della volontà di valorizzare in produzione e formazione.  Dal canto suo il Comune ha ufficializzato la creazione di una commissione bipartisan «per monitorare la situazione Nuova Edart e (eventuali) altre situazioni, per essere parte attiva nella dialettica impresa-sindacati», insieme all'accordo per la creazione di un fondo straordinario (10mila euro) da cui attingere in caso di situazioni particolarmente critiche.

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