Il Tirreno

Montecatini

Peculato, chiesto il processo per Galeone

Il dottor Francesco Galeone e un reflettometro
◗
Il dottor Francesco Galeone e un reflettometro

Il medico accusato di vendere ai pazienti i misuratori della glicemia

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. «Il dottor Galeone va processato». La Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio del diabetologo dell'ospedale di Pescia che verrà discusso davanti al gip Alessandro Buzzegoli nell'udienza dell'8 novembre.  Le accuse. L'accusa nei confronti del medico è di aver intascato somme variabili dai 10 ai 50 euro per consegnare i reflettometri, gli apparecchi utilizzati dai diabetici per misurare la glicemia.  Il dottor Francesco Galeone, 62 anni, residente a Lucca, è stato arrestato l'8 aprile scorso.  Quando la Procura si è resa conto che il medico stava cercando di avvicinare alcune persone già sentite nel corso delle indagini è andata oltre la prima richiesta di proibirgli l'ingresso nel territorio pesciatino e ha chiesto e ottenuto la misura cautelare degli arresti domiciliari per il rischio di inquinamento delle prove. Il medico non deve osservare più alcuna restrizione legata alla libertà personale. È probabile che il diabetologo, ma una decisione ancora non è stata presa, lasci l'ospedale per andare in pensione.  Le indagini. Tutto nasce dalla denuncia di un'infermiera risalente all'estate scorsa. La donna si presenta al commissariato di Montecatini e racconta una serie di episodi che compongono un quadro accusatorio per sostenere il quale gli agenti iniziano a cercare riscontri. Sono decine le persone sentite tra il personale Asl e i pazienti e, stando a quello che emergerebbe dagli atti, la maggioranza avrebbe riferito della prassi in uso nella stanza del medico circostanziata dall'infermiera. Al paziente che segnalava la rottura o la mancanza del reflettometro, Galeone rispondeva con la fornitura dell'apparecchio tra quelli consegnati dai rappresentanti con la dicitura "Campione gratuito - vietata la vendita". In cambio, per la Procura, chiedeva soldi. Gli accertamenti del commissariato sono andati indietro nel tempo, almeno fino al 2008, trovando persone che avrebbero confermato di aver dato denaro a Galeone.  Le dazioni si fermano alla fine del 2010 e non risulterebbero altre richieste per il 2011. Ma gli inquirenti non escludono che la consuetudine fosse precedente al periodo preso in esame.  La difesa. Assistito dal professor Tullio Padovani e dall'avvocato Francesco Marenghi, il dottor Galeone ha sempre sostenuto che i soldi per i misuratori della glicemia erano spontanee offerte dei pazienti da lui non richieste e che venivano utilizzate per l'attività dell'associazione diabetici.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze