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Sanità, 5mila firme per pretendere servizi di qualità

Corteo a difesa dei servizi all’ospedale di Pescia
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Corteo a difesa dei servizi all’ospedale di Pescia

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 PESCIA. Il comitato "La Valdinievole per l'ospedale" dice basta. Basta con le risposte poco chiare e contraddittorie, basta con le promesse che poi non hanno corrispondenza con i fatti, basta con il lento ma progressivo declassamento della qualità dei servizi offerti dall'ospedale di Pescia. È stato in una conferenza stampa che si è svolta ieri all'hotel Villa delle Rose che il comitato ha deciso di presentarsi ufficialmente, dichiarando quanto fatto fino ad oggi e gli intenti futuri.  «Siamo qui - ha detto Serena Fantozzi, presidente e socia fondatrice - per ufficializzare la nascita del nostro comitato e chiarire quali sono i nostri intenti. Il nostro obiettivo è quello di far chiarezza sulla reale portata dei rischi che ci sono e su quelle che sono le strategie programmatiche delle istituzioni, ma soprattutto vogliamo difendere la qualità dei servizi offerti dal nostro presidio ospedaliero. Questo è un comitato libero e apartitico. La nostra forza sono i cittadini della Valdinievole. Da una settimana abbiamo dato vita ad una raccolta firme e i risultati sono impressionanti visto che siamo già a quota 5mila».  La volontà è quella di continuare a raccogliere adesioni in modo da avere maggior forza per presentare le proprie istanze alla Regione, alla dirigenza Asl e a tutte le istituzioni coinvolte.  «La discussione non è vecchio o nuovo ospedale - continua Serena Fantozzi - poiché non è questo l'importante. Ciò che conta è la qualità dei servizi».  «È evidente - aggiunge Nicola Gentili, altro socio fondatore del comitato - che la situazione sia peggiorata. Quando assistiamo alla temporanea chiusura del centro prelievi, allo spostamento del Cup in una zona che crea difficoltà d'accesso, quando sentiamo che gli anestesisti passeranno da tre a due, con la conseguente riduzione del numero di operazioni eseguibili, è evidente che stiamo assistendo ad un declassamento dei servizi. Ci chiediamo perché invece di chiudere il centro prelievi e di spostare il Cup non siano stati utilizzati i locali dell'ex filanda visto che sono stati da poco ristrutturati e inaugurati».  Ciò che insomma chiede il comitato è che venga ripristinata la qualità dei servizi offerti dal nosocomio Cosma e Damiano e, fino a quando non si avranno risposte certe sulla reale fattibilità, anche economica, del nuovo ospedale, che non si parli di dismissioni, né di accorpamenti di reparti, poiché se «il vecchio ospedale non è efficiente, il nuovo non servirà a niente», come recita lo slogan stesso del comitato. «Non siamo qui - dice Marco Pippi - per fare allarmismo. Vorremmo essere un occhio vigile e se avremo risposte positive alle nostre richieste siamo pronti a cambiar rotta e a comunicarle».  Per coloro che volessero maggiori informazioni o aderire al comitato è possibile farlo tramite il sito www.lavaldinievoleperlospedale.it.

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