Sicurezza
Manca un consigliere e sulla manovra di bilancio la maggioranza va sotto
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Il sindaco Roberta Marchi durante un consiglio comunale Non passa il provvedimento mirato a ripianare parte del disavanzo Le opposizioni parlano di amministrazione ormai al capolinea
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PESCIA. La maggioranza non c'è e il provvedimento che sarebbe servito a ripianare parte del disavanzo di amministrazione non passa. La giunta Marchi ha dovuto incassare un duro colpo nel consiglio comunale di mercoledì sera. La votazione sul documento che prevedeva la prima variazione al bilancio 2011 è infatti finita dieci a dieci e il documento è stato quindi respinto. È infatti bastata l'assenza di un consigliere del Pdl a far sì che la maggioranza non fosse più tale. A mettere in difficoltà l'amministrazione lo scranno vuoto del consigliere Antonio Giuntoli, a cui devono esser fischiate parecchie volte le orecchie durante la serata. Nonostante della maggioranza facciano ancora teoricamente parte anche i due consiglieri di Fli, Salvatore Leggio e Marco Ardis, i loro voti sono oramai da mesi contrari a quelli espressi da Pdl e Lega. Così è stato anche mercoledì. Il documento respinto rappresentava il primo atto del piano triennale di rientro dal disavanzo di circa un milione e 600mila euro accertato nel bilancio consuntivo 2010. Si trattava di una variazione di 400mila euro ottenuta grazie alla messa in vendita di alcuni beni immobili. Difatti il piano triennale di rientro stabilisce proprio che il buco di bilancio venga ripianato attraverso la vendita di alcuni beni di proprietà del Comune, fra cui figurano i magazzini comunali, una colonica con resede in uso all'istituto agrario, oltre a vari terreni. La bocciatura del documento non avrà però conseguenze definitive sull'iter previsto dall'amministrazione per ripianare il disavanzo. Difatti c'è ancora tempo per la sua approvazione, almeno fino al 30 settembre, data ultima disponibile, secondo il testo unico degli enti locali, per portare in consiglio comunale provvedimenti finalizzati alla salvaguardia degli equilibri di bilancio. Certo però che da un punto di vista politico la sconfitta, almeno secondo i gruppi di minoranza, è evidente. «La maggioranza - commenta Pescia Democratica con una nota - sul piano politico non c'è più, sottoposta com'è da una parte ai ricatti della Lega e dall'altra agli imprevisti che investono i singoli consiglieri. Il sindaco ne deve prendere atto e trarne le necessarie conseguenze per il bene della città, che non può più tollerare di essere governata in un modo così superficiale ed estemporaneo». Pesanti anche le parole del capogruppo del Pd, l'ex sindaco Antonio Abenante: «Da un punto di vista tecnico c'è ancora margine di manovra, visto che c'è tempo fino al 30 settembre per approvare il documento può essere, ma da un punto di vista politico sono evidenti le grandi difficoltà di una maggioranza che non ce la fa ad approvare un provvedimento così importante. La situazione è molto precaria, mentre sarebbe necessario un governo che avesse le piene capacità di affrontare tutte le questioni importanti che riguardano la città di Pescia, che purtroppo da tempo è ferma».
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