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Rincari che si aggirano sul 30% e i genitori raccolgono e inviano al sindaco 200 firme per dire no

Aumento dello scuolabus, scoppia la protesta

La tariffa degli scuolabus al centro della protesta dei genitori
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La tariffa degli scuolabus al centro della protesta dei genitori

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 PESCIA. Circa 200 firme: sono quelle di altrettanti genitori e messe in calce alla lettera inviata a Palazzo del Vicario. Una lettera per dire no ai rincari previsti per il prossimo anno scolastico sul servizio, indispensabile per tante famiglie, di trasporto scolastico.  Un servizio che per la stagione 2011-2012 è destinato a rincarare di circa un terzo. Un aumento considerato inaccettabile dai genitori, che hanno indirizzato la lettera con le firme al sindaco di Pescia Roberta Marchi: «Con la presente - vi si legge - siamo a dimostrare il nostro disappunto (per non dire oltre) riguardo sgli aumenti prospettati sul modulo di adesione al servizio mensa/trasporto offerto da codesta amministrazione».  «Come è possibile - si chiedono i genitori - che il servizio di trasporto andata e ritorno sia aumentato di circa il 30%? Aumenti di tale entità portano a pensare che il vostro compito di salvaguardare le famiglie non venga neppure preso in minima considerazione. Il politico locale deve vivere e sondare la società che lo circonda, e salvaguardare i propri cittadini da abusi, non sottoporre le famiglie a inaccettabili balzelli non giustificabili in nessun modo. Non vi beffate dei contribuenti onesti pensando di accollarci il taglio dei contributi statali. Dovete difendere le famiglie e andar loro incontro adottando altre tariffe».  Nella stessa lettera viene sottolineato come l'aumento del prossimo anno (ma che già pesa sulle tasche dei cittadini, visto che le iscrizioni si fanno adesso) segua di poco un ulteriore rincaro delle tariffe: «Facciamo presente che nel mese di gennaio (secondo trimestre da pagare per il servizio trasporto) è già avvenuto un aumento. Consigliamo a codesta amministrazione di guardare le tariffe del trasporto scolastico degli altri Comuni, che vanno incontro alle famiglie (e non sono pochi) con tariffe inferiori e agevolazioni sul secondo e terzo figlio. A queste condizioni ci rifiutiamo categoricamente di pagare gli aumenti del servizio di trasporto. Chi usufruisce del trasporto non lo fa per divertimento ma per necessità lavorative».

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