Il Tirreno

Montecatini

Sesso nel privé: condannato

Pietro Barghigiani
Un intervento dei carabinieri nell’ex Regina Monika
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Un intervento dei carabinieri nell’ex Regina Monika

Gestore prende quattro anni e mezzo per prostituzione

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 MONTECATINI. Una condanna e tre assoluzioni per un giro di prostituzione in un night alimentato dagli spettacoli privati a uso e consumo dei clienti disposti a spendere. L'ambientazione e i reati si ripetono con il solito copione nei locali della Valdinievole. Stavolta, al centro del processo, c'era l'ex Regina Monika di Sant'Allucio nel Comune di Uzzano.  La condanna. Il Tribunale di Pistoia, presidente Luciano Costantini (pm d'udienza Emiliano Raganella) ha inflitto 4 anni e 6 mesi di reclusione e 3mila euro di multa, con l'interdizione dai pubblici uffici per tre anni, a Francesco Paolo Misuraca, 58 anni, origini siciliane e residenza a Montecatini. L'imputato, difeso dall'avvocato Angelo Soccio, è stato assolto dall'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.  Assolti. Assolti con formula piena Ramona Olaru, 31 anni, di Montecatini, assistita dall'avvocato Simone Puccini; Adriana Cafadru, 38 anni, residente in Valdinievole, difesa dai legali Massimo Brancoli e Guido Cappabianca; Gianluca Billi, 40 anni, impresario di spettacoli, di Firenze.  Le accuse. All'epoca delle indagini, siamo nel marzo 2005 e fino all'ottobre 2006, Misuraca gestiva il night lungo la via Provinciale. Le due romene, per le quali la corte non ha ravvisato la consumazione di reati, collaboravano come bariste e dipendenti del locale.  Quello che veniva contestato al titolare del night è di aver tollerato, favorito e sfruttato la prostituzione. In pratica, secondo la Procura della repubblica, i clienti del Regina Monika potevano scegliere la ballerina più attraente o quella che dava loro più confidenza con cui potersi appartare in spazi riservati all'interno del locale.  Sesso nel privé. A quel punto, pagando una cifra ulteriore rispetto al biglietto di ingresso, il cliente aveva la possibilità di assistere a uno spettacolo di lap-dance personalizzato con possibilità di toccare le ragazze nelle parti intime.  Un comportamento che per la legge si configura come un vero e proprio atto sessuale. Di qui l'accusa di sfruttamento della prostituzione.  

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