Sicurezza
Per gli operatori del Grocco i banchi in viale Verdi non dovevano proporre merce. Innocenti (Anva): «Mercato inopportuno»
Dall'esposizione alla vendita: scoppia la protesta
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I banchi in viale Verdi3 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. All'improvviso spunta un mercato in pieno viale Verdi. Da una parte organizzatori e amministrazione che dicono che di questo si parlava anche nella brochure dell'evento "Viva Montecatini" (il compleanno della città andato in scena ieri sera), dall'altra i commercianti del Grocco che (in 40) firmano una petizione di protesta diretta al sindaco. E la Confesercenti accusa: «A che titolo si vendeva merce sul viale, dato che si tratta di un'associazione senza fini di lucro e priva di partita Iva?». Sessanta banchi. Per l'intera giornata di ieri (fino a mezzanotte) il viale Verdi ha ospitato un mercato che, sul volantino con il programma degli eventi, era definito come "esposizione delle opere dell'ingegno" e che si sviluppava dall'ex Apt al Tettuccio. Operatori infuriati. La cosa ha mandato su tutte le furie i commercianti del mercatino del Grocco, che hanno presentato una raccolta di firme al sindaco in cui si dicono «contrari ai mercati in viale Verdi». «L'area - dice Katia Maccioni - non è potenzialmente sufficiente ad accontentare tutti, vista la poca clientela che c'è. Non è giusto fare concorrenza a noi che restiamo aperti e diamo un servizio tutto l'anno». «Ci è stato detto che tanto la sera noi non siamo aperti, ma non è vero», aggiunge Eleonora Parlanti. «Nessuno ci ha avvertito del mercato: almeno potevano chiederci di portare i nostri banchi sul viale -. dice Piero Giovannini -. così non va bene: al limite potevano proseguire il mercato anche qui al Grocco, in modo da creare un po' di movimento». Esposizione o vendita? A sostenere la battaglia degli operatori del Grocco è intervenuta anche la Confesercenti. «Per noi questo mercato è inopportuno - dice il presidente provinciale Maurizio Innocenti - e probabilmente ci sono irregolarità. La delibera di giunta, infatti, dice che dovevano esserci solo espositori, mentre da verifiche fatte sono risultati venditori. E a che titolo possono vendere se molti di loro sono sprovvisti di partita Iva, come attesta anche il sito internet dell'associazione Artingegno, che si definisce senza fini di lucro?» Trappole burocratiche. «Da una settimana - continua Innocenti - abbiamo chiesto spiegazioni in Comune, ma ci hanno risposto che era tutto regolare. Abbiamo allora sollecitato un controllo da parte della Camera di commercio e dei vigili, visto che si prefigurava un danno economico per gli operatori del Grocco. E per noi sarebbe inaccettabile se l'iniziativa fosse ripetuta a cadenza periodica». E neanche sui controlli c'è un punto di contatto. «Verificheremo le licenze, ma l'ufficio attività produttive ci ha già detto di aver ricevuto un parere positivo da parte della Regione», dice la comandante dei vigili, Michela Cupini. «Ho parlato anch'io con lo stesso ufficio, ma mi hanno negato di aver mai contattato Firenze», ribatte Innocenti.
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