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Il sindaco Marchi: «Possibile anche la gestione pubblica, ma aspettiamo la Corte dei conti»

Azienda speciale per il Comicent

Eugenio Fagnoni
Azienda speciale per il Comicent

Ipotesi allo studio del Comune alla luce del referendum sulle società

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PESCIA. Domani scade il mandato dell'attuale commissario del Comicent e si è in attesa di cosa deciderà in proposito la Regione, ma tutto fa pensare che il proprietario Regione attui una ulteriore proroga, in virtù delle leggi vigenti in materia di gestione pubblica.  Sul futuro della gestione del mercato dei fiori ed alla luce degli eventi determinati dai referendum, abbiamo sentito il parere del Sindaco Roberta Marchi.  «Sulla base del quadro normativo dei servizi pubblici locali il Comune - precisa il sindaco - nei mesi scorsi si è mosso, in accordo con la Regione, per individuare correttamente il soggetto giuridico al quale affidare la gestione del Comicent, attualmente commissariato e con il consorzio in fase di liquidazione. Verificata la momentanea mancanza di interesse da parte di privati alla gestione del servizio, il Comune aveva scelto di costituire - insieme alla Provincia - una società interamente pubblica. Per la legge italiana però questa procedura rappresenta una deroga, rispetto alla regola della gestione da parte del privato e per seguire questo iter occorreva dimostrare il carattere di eccezionalità ed acquisire il parere preventivo dell'Antitrust. Ora, a seguito dell'esito del referendum, la modalità di gestione interamente pubblica rientra tra quelle possibili, secondo i principi comunitari che al momento si applicano e non occorre alcun parere». Ma il sindaco Marchi si chiede: «Il Comune potrà costituire una società a fronte del divieto specifico introdotto, circa un anno fa dal governo, per i Comuni con popolazione inferiore ai 30mila abitanti, senza avere ancora specificato le eccezioni? Oppure potrà gestire il servizio di mercato dei fiori con un organo strumentale del Comune stesso, come "azienda speciale", secondo la normativa degli enti locali? Tutto questo è condizionato anche dall'opinione della Corte dei Conti alla quale il Comune si sta rivolgendo, con l'aiuto della Regione per capire se la costituzione di un'azienda speciale ha controindicazioni contabili. Il quadro normativo già sufficientemente articolato, a seguito del referendum si è così ulteriormente complicato ed è sempre più difficile capire come agire in modo appropriato per gestire il mercato dei fiori di Pescia. Nel frattempo prosegue, giocoforza, il commissariamento regionale».

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