La manifestazione
Allarme terrorismo: arrestati
Tiziana Gori
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La conferenza stampa per illustrare gli arresti dei cinque pakistani Fermati sull'A11 cinque pakistani con falsi documenti
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MONTECATINI. Gli agenti della Polstrada erano in allerta da giorni. Una nota del servizio centrale operativo della polizia segnalava "traffico di uomini su auto con targa tedesca". Il trafficante di uomini è stato trovato, e arrestato, insieme a quattro connazionali pakistani. Solo che viaggiava su una Volkswagen Passat con targa spagnola e diretta nel paese iberico. Le indagini della stradale si sono intrecciate con quelle della Digos, diretta dal vicequestore Luigi Larotonda. L'allarme terrorismo si è innalzato nelle ultime settimane e il Pakistan è in prima linea tra i paesi foraggiatori di aspiranti terroristi. All'alba del 20 giugno una pattuglia della polizia stradale ha fermato al chilometro 34 dell'A11 (all'altezza di Monsummano, direzione mare) un'auto con a bordo cinque immigrati, che hanno fatto capire agli agenti di non parlare l'italiano. Ad un primo controllo i documenti consegnati non presentavano segni visibili di contraffazione ma è stato l'atteggiamento nervoso dei cinque a convincere gli agenti che era il caso di eseguire controlli più mirati. «I documenti - spiega il comandante della polizia stradale, Rita Palladino - sono stati fatti analizzare dalla scientifica di Firenze che ha una sezione specializzata in falso documentale». Interessante, per i colleghi pistoiesi della Digos e della stradale, la scoperta della scientifica fiorentina: su più documenti erano presenti le impronte di una stessa persona. Sulla base di quanto previsto dagli articoli 61/2 della legge 497/bis e 12 della legge 286/98 i pakistani sono stati arrestati per "introduzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina/possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi". «Il 497 bis - specifica Larotonda - è stato introdotto nel 2005 proprio per combattere il terrorismo, e permette il fermo e il ricorso a misure restrittive per immigrati trovati in possesso di documenti falsi». «Gli accertamenti su questi personaggi - afferma il questore Maurizio Manzo - sono tuttora in corso e proseguiranno nelle prossime settimane. In questo momento c'è una particolare allerta sul terrorismo di matrice pakistana. Stiamo studiando i loro movimenti prima di essere fermati sull'autostrada e il perché del loro viaggio in Spagna». Troppo presto per dire se avessero obiettivi terroristici, ma intanto la polizia ha individuato tra i 5 il "trafficante di uomini": Muhammad Anwer, di 48 anni. Gli altri arrestati sono: Hussain Akhter (36 anni), Abdul Shaik Waheed (42 anni), Muhammad Saeed (18 anni), Mohammed Yaqub (35 anni). Gli ultimi due si erano allontanati dal centro di prima accoglienza di Sant'Anna, a Crotone, dov'erano stati ospitati perché entrati in Italia clandestinamente. Dalle indagini della Digos è emerso che Muhammad Anwer aveva procurato ai connazionali falsi passaporti pakistani e permessi di soggiorno spagnoli. Si sono incontrati alcuni giorni fa alla stazione Termini di Roma, e da lì in auto fino al chilometro 34 dell'A11, dove una pattuglia della stradale ha interrotto il loro viaggio.
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