Il Tirreno

Montecatini

Arrestata consulente del lavoro

Lo studio della Innocenti a Empoli, a sinistra il capitano Lauretta
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Lo studio della Innocenti a Empoli, a sinistra il capitano Lauretta

L'accusa: intascava le tasse dei clienti, decine le vittime

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 EMPOLI. È accusata di avere intascato i soldi che i clienti (anche di Monsummano) le affidavano per pagare tasse e contributi e di avere falsificato firme per farsi concedere finanziamenti a loro insaputa. E poi assegni alterati, conti correnti svuotati e perfino il tentativo di ottenere dalla prefettura un mutuo di 300mila euro presentandosi come vittima di usura. Per tutto questo Gabriella Innocenti, 49 anni, consulente del lavoro empolese, è stata arrestata.  Da mercoledì è in carcere accusata di appropriazione indebita, falsità in scrittura privata, truffa aggravata e continuata, circonvenzione di persona incapace e furto. Il provvedimento è stato disposto dal gip Giacomo Rocchi su richiesta del pm Luigi Bocciolini per il pericolo che la donna reiterasse i reati e inquinasse le prove. Le indagini, svolte dai finanzieri della compagnia di Empoli guidati dal capitano Roberto Lauretta, sono iniziate a seguito di denunce e querele presentate da decine di clienti che le avevano affidato somme di denaro per il pagamento di imposte, contributi e cartelle esattoriali in realtà mai versati. L'inchiesta, scattata all'inizio dell'anno scorso, portò nel maggio 2010 al sequestro del suo studio professionale in via Ammannati 4. A seguito della notizia che la ragioniera era indagata, altri clienti hanno trovato il coraggio di denunciarla. E così sono saliti a una cinquantina i casi sottoposti agli inquirenti, che li hanno ricostruiti così: approfittando del rapporto di fiducia che creava con i clienti, la ragioniera si faceva consegnare il denaro di cui si appropriava, poi consegnava come ricevute modelli di pagamento (F24 o F23) con falsi timbri di istituti di credito. I primi sospetti sono sorti quando, a seguito dei mancati pagamenti, Equitalia Cerit (società incaricata delle riscossioni delle imposte) ha iniziato a emettere cartelle esattoriali. Per tranquillizzare i clienti, la consulente avrebbe creato falsi documenti con la riproduzione del timbro dell'ente esattoriale, con cui li convinceva che i provvedimenti di fermo amministrativo emessi a loro carico erano stati revocati. Le vittime sono imprese (agricole, edili, autotrasportatori, negozi, autoscuole, lavanderie) e famiglie di Empoli, Cerreto, Scandicci, Vinci, Monsummano, Montespertoli. Non solo: la consulente è accusata di avere messo a segno anche truffe a danno di 3 istituti di credito, 2 uffici postali e 2 società finanziarie. La donna, infatti, ha richiesto a nome e per conto di ignari clienti finanziamenti personali (fino a 30mila euro). In particolare essendo a conoscenza di vicende familiari e personali degli assistiti, avrebbe utilizzato le informazioni in suo possesso per ingannare, insieme a tre complici donne che somigliavano ad alcune vittime, gli impiegati addetti alla concessione dei prestiti. In un caso avrebbe falsificato l'importo di un assegno ricevuto per pagare i contributi previdenziali trasformando la cifra da 130 a 13mila euro. In diverse occasioni, avendo anche l'incarico di gestire le buste paga dei dipendenti di società clienti, avrebbe falsificato la firma su assegni o richiesto assegni circolari poi incassati direttamente. Inoltre è accusata di circonvenzione di persona incapace per avere sottratto a un'anziana malata 70mila euro che la donna aveva ricevuto in eredità. Poi, a nome di lei, avrebbe anche ottenuto un prestito di 15mila euro. A luglio ha presentato, tramite la prefettura, la richiesta di un mutuo di 300mila euro al Fondo di solidarietà per le vittime dell'usura, dichiarando di avere una situazione debitoria per un'usura.

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