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Montecatini

Nuovo ospedale, il sì dei sindaci

Francesca Maltagliati
Il sindaco Roberta Marchi e l’ospedale
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Il sindaco Roberta Marchi e l’ospedale

Il documento lunedì alla firma in Regione, malumori in giunta a Pescia

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 PESCIA. È stato approvato ieri mattina dalla conferenza dei sindaci il documento preliminare d'intesa per la realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero in Valdinievole.  Lunedì il testo dovrà esser portato in Regione per essere firmato da tutti i soggetti coinvolti. Da lì si dovrà poi partire con una programmazione ufficiale, attraverso un accordo di programma, che prevederà l'inserimento del nuovo ospedale all'interno del piano sanitario regionale, la predisposizione di tutti gli strumenti urbanistici necessari, la valorizzazione degli immobili dell'Asl da alienare e la progettazione.  Si va dunque avanti compiendo un passo importante che esprime, come dice Giuseppe Bellandi, «la volontà chiara e netta dei comuni della Valdinievole, della Regione e della Provincia» di continuare questo percorso per la costruzione di un nuovo ospedale. All'approvazione del documento erano presenti tutti i sindaci del territorio, o i loro rappresentanti. Tutti tranne Pescia, unico grande assente dal tavolo, anche se la mancata partecipazione del sindaco, Roberta Marchi, non è stata letta come un'opposizione al progetto visto che, nonostante le tante polemiche, fino ad oggi Pescia ha sottoscritto tutti gli atti formali sul tema, a partire dal famoso piano di fattibilità. Ci si aspetta quindi che anche Pescia sia presente lunedì alla firma del protocollo.  Un documento quest'ultimo che in estrema sintesi prevede: che venga definito un piano di fattibilità tecnico economica; l'impegno dei Comuni in cui ricadono beni dell'Asl a valorizzare urbanisticamente tali immobili in modo da permetterne la vendita che servirà a coprire buona parte delle spese per il nuovo ospedale; l'individuazione della localizzazione del nuovo nosocomio in accordo con Pescia, che resta il sito privilegiato; di individuare le opere infrastrutturali necessarie. Nel contempo il documento prevede che, in attesa della nuova struttura, vengano garantiti i livelli e la qualità dei servizi offerti dall'attuale. Che cosa andrà nel nuovo ospedale, quali tipo di funzioni e di servizi è ancora cosa da definire, ma gli intenti sono chiari. Non dovremo aspettarci un ospedale con all'interno tutti i reparti, cosa che non accadrà nemmeno per il nuovo ospedale di Pistoia, né per quello di Lucca. La riorganizzazione del sistema sanitario regionale prevede infatti che vi sia un'equa distribuzione dei servizi su tutto il territorio, in modo che non tutti facciano tutto, ma che ogni presidio possa davvero specializzarsi ed eccellere nelle proprie funzioni.  L'esempio chiarificatore viene dal direttore generale dell'Asl, Alessandro Scarafuggi: «In Toscana ci sono solo due posti in cui si praticano interventi cardio-chirurgici pediatrici. Se avessimo in tutti gli ospedali équipe cardiochirurgiche pediatriche di sicuro né risentirebbe la qualità. Ed è proprio quest'ultima ciò che invece vogliamo garantire. È bene specificare che in sanità è la qualità che fa l'attrazione. Per questo il mio impegno va verso il mantenimento e la valorizzazione soprattutto dei grande professionisti. Sicuramente una nuova struttura dovrà avere tutti i servizi di base, ma forse non tutti i reparti. Ciò che dobbiamo garantire è un percorso assistenziale che sia in grado di rispondere alle esigenze della popolazione».

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