Il Tirreno

Montecatini

La società: «Un incontro organizzato per rassicurare i lavoratori»

Polemica tra Cgil e Acque Toscane dopo la riunione post referendum

Luca Manna
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Luca Manna

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 MONTECATINI. La Cgil, con una lettera ad azienda e dipendenti firmata da Michele Gargini, aveva contestato l'atteggiamento di Acque Toscane nei confronti di una rappresentante sindacale interna, in occasione di una riunione sulle politiche aziendali convocata giovedì scorso, anche in rapporto all'esito del referendum sull'acqua. Nella stessa lettera si parlava anche di rapporti difficili tra l'azienda e il sindacato.  Uno spirito di dialogo, è la replica del portavoce di Acque Toscane Luca Manna, ha spinto la direzione della società a convocare una riunione con i dipendenti solo dopo il referendum del 12 e 13 giugno «proprio per evitare possibili condizionamenti».  «La nostra società è amareggiata la lettera firmata dal segretario provinciale della Filctem Cgil - prosegue Manna - il sindacato ha criticato il nostro atteggiamento, giudicando negativamente l'invito fatto anche alla rappresentante Rsu di commentare, in quella sede, l'esito del referendum di fronte ai colleghi. Il nostro obiettivo, come da ordine del giorno, era quello di agire in trasparenza, dando l'opportunità ai dipendenti di conoscere la situazione per rassicurarli sulla continuità aziendale, nell'ottica di garantire i posti di lavoro. Abbiamo semplicemente aperto un dialogo. Siamo perciò rimasti a dir poco sorpresi dall'interpretazione pretestuosa e strumentale data dalla Cgil».  «Ciò che a noi preme - chiude Manna - è gestire al meglio l'acquedotto. Rispettiamo i lavoratori, applicando i contratti correttamente. Per questo, quando necessario, ci siamo trovati costretti ad applicare sanzioni e, in alcuni casi, ad avviare l'iter del licenziamento. Sono state decisioni difficili e sofferte, sempre prese con coscienza e in estrema ratio, non prima di aver tentato qualunque altra strada e chiedendo anche la collaborazione del sindacato. Recentemente il giudice ha dato ragione a un dipendente ordinandoci di reintegrarlo. Accettiamo la decisione, riservandoci di impugnare il provvedimento che va eventualmente commentato nelle sedi opportune e coi dovuti interlocutori».

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