Il Tirreno

Montecatini

Tra le sue opere il cimitero di Montecatini Alto, via Colombo e il piano di edilizia popolare

Addio Del Rosso, sindaco gentile

Pietro Barghigiani
Addio Del Rosso, sindaco gentile

Amministratore socialista, guidò il Comune dal 1968 al 1975

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MONTECATINI. Se ne è andato all'età di 91 anni, compiuti lunedì, l'ex sindaco Enrico Del Rosso, cavaliere del lavoro e figura di spicco del Psi montecatinese. Un "bagnaiolo" doc al quale l'anno scorso il sindaco, Giuseppe Bellandi, aveva assegnato un riconoscimento per la sua attività di combattente durante la seconda guerra mondiale. Costruttore edile di successo, titolare di diverse sale ippiche, tra cui quella in Corso Roma, a Milano e a Pistoia, Del Rosso per quindici anni ha fatto l'amministratore passando da consigliere ad assessore per poi guidare il governo della città per due mandati. Dal 1968 al 1970 è stato a capo di una giunta Psi-Pci proseguendo come sindaco dal 1970 al 1975 con una coalizione allargata al Psdi.  Il suo massimo orgoglio da amministratore era il cimitero di Montecatini Alto, progettato dall'architetto Leonardo Savioli nel 1966 in modo da non essere visto dalla piana.  In occasione di una cerimonia nella sala consiliare, nel giugno 2005, Del Rosso rievocò quell'intervento: «Quando ho fatto costruire il cimitero di Montecatini Alto ad uno dei più grandi architetti italiani, l'architetto Savioli, la prima parola del capitolato era: "Non deve essere visto da Montecatini centro, da nessuna parte". Infatti voi non lo vedete. È riportato anche nei libri di storia dell'architettura».  Ricorda Bellandi: «In uno dei miei viaggi a New York mi trovavo al museo Guggenheim e in un angolo vidi esposto il plastico del cimitero di Montecatini Alto. Devo dire che mi emozionai».  Per il sindaco con la morte di Del Rosso «scompare un cittadino di Montecatini. Ai familiari va l'abbraccio da parte di tutta la città. Enrico ha guidato il municipio in un periodo di grandi ideali e di speranze. Lui, come altri amministratori dell'epoca, veniva da una stagione durissima, quella della guerra. Sono stati capaci di ricostruire un'Italia unita e unica. Era uno che vedeva sempre il bicchiere mezzo pieno e credeva con tutte le sue forze in quello che faceva. Una persona alla mano, disponibile con tutti senza distinzioni di ceto sociale».  Lo racconta come il sindaco della gente l'ex primo cittadino targato Psi Alberto Lapenna, ora consigliere comunale del Pdl.  «Con Lenio Riccomi è stato un punto di riferimento per la mia militanza socialista - afferma -. Non era un sindaco da salotto. Pensava a tutti. Oltre al cimitero di Savioli tra le sue opere voglio citare la via Colombo alla funicolare e il piano di edilizia economica e popolare. A nome mio personale e del Pdl espriamo le condoglianze ai familiari».  Sposato con Lucia Carlomagno, vedovo dal 1982, ha trascorso gli ultimi anni della sua vita dedicandosi alla famiglia e seguendo le sue grandi passioni, le corse dei cavalli e il ciclismo.  Del Rosso lascia i figli Armando, veterinario, Sari, ingegnere e titolare di un allevamento di cavalli e Fiorella, insegnante di lingue straniere. Oggi alle 15,45 l'addio a Borgo nella chiesa di Santa Maria in Selva. Poi il corteo funebre si sposterà a Montecatini per sostare davanti a due simboli della vita dell'ex sindaco: la sala Snai in Corso Roma e il palazzo comunale dove intorno alle 17 Bellandi terrà una breve orazione funebre. Infine, la terza e ultima tappa dell'ultimo viaggio dell'ex amministratore che ha deciso di riposare per sempre nel cimitero di Montecatini Alto, il suo più grande vanto.

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