Il dolore
L’accademico era a Roma ma risultava al lavoro grazie al badge affidato all’amico
Un infermiere timbrava per il professore
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MONTECATINI. Lui era a Roma, ma il badge aziendale certificava la sua presenza a Firenze. Più che il dono dell'ubiquità il professor Torello Lotti si affidava a un infermiere, Francesco Florio, 61 anni, di Pontassieve. A entrambi il pm Sandro Cutrignelli contesta la truffa in concorso per due episodi ai danni dell'Università e dell'Asl di Firenze. Lotti era dipendente dell'Università degli Studi di Firenze e direttore della clinica Dermatologia II dell'Azienda Sanitaria di Firenze, convenzionato con obbligo di svolgere attività assistenziale per 36 ore settimanali ed assicurare un orario standard giornaliero di 6 ore lavorative. Per l'accusa Florio in due occasioni avrebbe passato il badge del professore nel server dell'ente pubblico «procurando al Lotti l'ingiusto profitto, consistito nel percepimento della retribuzione (pari a 166,65 lordi per singola giornata lavorativa) per prestazioni non effettuate, con correlativo danno economico per l'Azienda Sanitaria di Firenze» afferma la Procura. Gli episodi sarebbero avvenuti il 14 aprile 2009, data in cui Lotti era Roma per una riunione della Sidemast con partenza alle 8,30 e rientro in Firenze alle 19 secondo quanto riscontrabile dala localizzazione del telefono cellulare intercettato. Ma nello stesso giorno la sua presenza era stata registrata nella sede di lavoro (struttura di Villa Basilewsky) dalle 7,25 alle 13.41. Stesso copione l'8 maggio 2009, data in cui Lotti era a Portorosa, località del Comune di Furnari. In sede era risultato al lavoro dalle 7,13 alle 11,15 grazie alle strisciate garantite da Florio. P.B.
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