Sicurezza
CONTENZIOSO SULLACQUA
Confesercenti canta vittoria «Il referendum ci dà ragione»
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MONTECATINI. Prima la pronuncia dell'antitrust circa la prosecuzione del rapporto con il gestore Acque Toscane (che avrebbe dovuto cessare improrogabilmente il 31 dicembre 2010); ora gli esiti del referendum abrogativo delle disposizioni di legge che prevedono una remunerazione del capitale investito da parte del soggetto gestore. Confesercenti raccoglie un secondo, anche se implicito, consenso rispetto alle motivazioni che hanno dato origine al ricorso presentato al Tar nell'ottobre scorso contro Comune e Acque Toscane per l'annullamento dell'approvazione del piano del servizio idrico e tariffe conseguenti. «La illegittimità della proroga della gestione privata e l'eccessiva remunerazione del capitale investito - scrive in una nota - costituivano infatti le due più rilevanti censure mosse alla deliberazione del consiglio comunale e trovano puntuale riscontro nell'esito dei referendum che inibiscono, appunto, tale remunerazione e l'affidamento ai privati. La pura remunerazione del capitale investito, del resto, finisce per costituire un maggiore e non accettabile aggravio sulle tariffe e su questo punto Montecatini gode di un non invidiabile primato, in quanto la remunerazione è (e continua a essere) la più alta della zona, se non dell'intera Toscana». «Riteniamo quindi - prosegue la nota - che oggi, ancora di più, ci siano i presupposti affinché l'amministrazione comunale acceleri la discussione del contenzioso. Anche se ci rendiamo conto che, paradossalmente, l'interesse "collettivo" (e cioè quello di tutti i cittadini e imprenditori di Montecatini, che dovrebbero essere tutelati dal Comune) sarebbe davvero soddisfatto solo dall'accoglimento del ricorso e, quindi, dalla sconfessione dell'operato "trasversale" di entrambe le giunte che negli ultimi anni hanno intrattenuto i rapporti con il gestore privato».
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