Il Tirreno

Montecatini

L’associazione di categoria chiede che almeno l’importo sia minimo e che anche altre realtà economiche vengano coinvolte

«Bilanci in crisi con la tassa di soggiorno»

La hall di un albergo
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La hall di un albergo

Asshotel condanna il balzello in vigore dal 2012: la città non è paragonabile a Roma o a Firenze

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 MONTECATINI. Asshotel Confesercenti ritiene che la proposta del Comune di applicare la tassa di soggiorno rappresenti un ulteriore "balzello" che può solo aggravare la crisi delle imprese. «Non è possibile, infatti, paragonare Montecatini alle grandi città d'arte come Roma e Firenze. Gli alberghi del territorio, purtroppo ormai da anni, sono costretti a praticare prezzi molto bassi» esordisce l'associazione.  Per gli albergatori «il corrispettivo della tassa di soggiorno graverebbe sui costi in termini tali da pregiudicare irrimediabilmente i già miseri bilanci. Il ruolo dell'amministrazione pubblica dovrebbe essere quello di sostenere le aziende e agevolare loro la strada nel momento di forte crisi: al contrario ci sembra che, con questi strumenti, si aggravi la situazione».  Anche riguardo al 2012 Asshotel «esprime contrarietà all'istituzione della tassa di soggiorno, nella convinzione che continueranno a non sussistere i presupposti per nuovi prelievi fiscali e, inoltre, i contratti con i tour operator sono già stati firmati e non viene ammessa alcuna aggiunta. Il rischio è quello di perdere ulteriore clientela, visto che la Versilia, nostra concorrente per disponibilità di camere e prezzi, ha deciso di non applicare la tassa. Siamo altresì consapevoli che questa nostra posizione può anche non essere accolta dall'amministrazione, che in base alla legge può decidere di applicare la tassa di soggiorno. In questo caso, un impegno straordinario di reperire risorse finanziarie locali può essere motivato solo da finalità di interesse generale di grande valore e per la crescita economica della città. Rimettere in piedi Montecatini, renderla nuovamente centro termale, turistico, commerciale di grande attrazione internazionale: su questo obiettivo è indispensabile aprire un confronto nel quale coinvolgere tutta la città e le categorie, le forze sociali e culturali».  L'associazione chiede di definire con precisione le finalità di eventuali nuovi mezzi finanziari e decidere che i fondi saranno vincolati e destinati solo a tali finalità; la forma di controllo e di gestione delle risorse finanziarie reperite, con la partecipazione attiva dei soggetti interessati.  Sulla base di tali presupposti si tratterà di studiare le modalità di applicazione della tassa di soggiorno in relazione alle diverse tipologie di strutture ricettive.  «Ma l'entità dovrà essere ridotta al minimo, in quanto graverà, nella maggior parte dei casi, sugli albergatori - concludono gli imprenditori -. Al tempo stesso occorre valutare in quale forma coinvolgere tutte le attività presenti in città, da quelle commerciali a quelle turistiche, dai liberi professionisti alle proprietà immobiliari e cosi via. Ciò nel principio che se la finalità è quella dell'uscita dalla crisi e del rilancio economico è giusto che tutti contribuiscano e non soltanto gli alberghi».

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