Sicurezza
Il punto sul dopo referendum
Nulla cambia per Acque Toscane
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Luca Manna2 MINUTI DI LETTURA
MONTECATINI. Nessun cambiamento relativamente al servizio idrico dopo l'esito del referendum. La consultazione non modifica la situazione della concessione del servizio idrico con Acque Toscane a Montecatini. Lo assicura il portavoce dell'azienda, Luca Manna. «Si ritorna alla situazione antecedente all'art 23 bis - dice - nella quale la concessione era già in salvaguardia. Ne consegue che la concessione scadrà, come previsto, nel 2019. Anche l'eliminazione della remunerazione del capitale investito non riguarda la concessione di Acque Toscane, che non applica il metodo normalizzato. Se mai può riguardare il contratto tra l'Ato 2 ed Acque Spa, quindi il servizio di fognatura e depurazione». Relativamente al mancato raggiungimento del quorum a Montecatini, Manna spiega che l'azienda legge il dato positivamente: «Evidentemente il gestore privato nei 20 anni della concessione del servizio ha lavorato bene. I cittadini non hanno perciò avuto alcun timore del privato. Ovviamente, non è possibile non considerare che il referendum aveva una valenza politica e la maggior parte dei cittadini non aveva ben chiari gli argomenti sui quali votava, essenzialmente tecnici. Tutti erano convinti che l'acqua sarebbe diventata privata, quando di fatto sarebbe rimasta pubblica, così come gli acquedotti. Ai privati, oltre all'impegno economico, veniva richiesto di gestire i sistemi idrici che da soli non possono funzionare. La storia di Montecatini è esemplare: oggi le perdite sono circa il 31%, mentre quando abbiamo ottenuto il servizio erano superiori al 50%. Un trend in continuo miglioramento: Montecatini ha il più basso indice delle perdite della Toscana». Manna conclude sulle tariffe: «Sono approvate dal Comune e coprono integralmente i costi di gestione e di investimento, garantendo un impegno economico in infrastrutture pari a circa 6 milioni di euro, fino alla fine della concessione».
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