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IL CASO “CORVO”

Il presidente Franceschi attacca «Accuse ingiuste alla Lega Nord»

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 PESCIA. Una sfida al corvo (che in una lettera ai consiglieri scriveva di inciuci tra maggioranza e parte dell'opposizione) a dimostrare le sue accuse, senza nascondersi nell'anonimato, arriva dal presidente del consiglio comunale Franceschi.  «Sicuramente è una persona colta e un conoscitore di questioni locali di vecchia data - scrive Oliviero Franceschi - quindi sa bene che non sono dottore, come scrive in indirizzo, e sa che sono il presidente del consiglio, come invece omette. Tutto ciò non può che essere un maldestro tentativo di depistare chi, ormai, si è fatto un'idea sull'identità del "corvo". E allora, visto che le cose le conosce bene, perché vuol tirare dentro a una "pastetta" un movimento come la Lega Nord di Pescia che, da quando si è costituita, ha fatto della discontinuità il suo motto. Saprà bene il "pennuto" che, per restituire Pescia ai pesciatini abbiamo opposto un muro di no, proprio ai progetti di finanza che abbiamo trovato in eredità, e che se delle scelte urbanistiche verranno fatte, saranno solo per aiutare la città. La lega nostrale, come viene definita, è rappresentata a Pescia da uomini che hanno le mani sporche del loro lavoro e non di presunti intrugli denunciati a mezza voce. Si faccia avanti lui, che parla di vergogna e si comporta da vigliacco».

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