Il Tirreno

Montecatini

Creiamo un polmone verde tra la città e il Padule

Cinzia Silvestri

2 MINUTI DI LETTURA





 In questi giorni dedicate a cicogne con pulcini, osservate con occhio turistico e curioso grazie alle iniziative locali di birdwatching, il mio pensiero vola - è il caso di dirlo - all'airone, simbolo di una Montecatini passata nonché speranza di una Valdinievole poco attenta alla sua splendida natura. La città accoglie nel parco del Tettuccio un airone di bronzo e ne consegna uno dorato ai personaggi della cultura e dello spettacolo, sempre meno a dire il vero, che vengono per visita o per svago.  A Pescia lungo il fiume si possono vedere degli splendidi, enormi esemplari di aironi cinerini, mentre in Padule sono sempre più numerosi quelli bianchi, più piccoli e forse più eleganti quando volteggiano in cielo esplorando anche la città di Monsummano e planando con splendide figure danzanti lungo i corsi d'acqua.  Anche a Serravalle ho avuto modo di vedere un esemplare vicino alle storiche torri. Ero bimbetta e Lucio Battisti cantava: seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e ritrovarsi a volare, capire tu non puoi, tu chiamale se vuoi emozioni. È un'emozione, infatti, sempre nuova e sempre diversa quella di passeggiare col proprio cane mentre questi bellissimi uccelli disegnano aria e acqua e talvolta paiono infastiditi dalla presenza umana.  Il parco Orzali a Monsummano ancora non esiste, se non nei progetti e nella segnaletica, mentre le ruspe sono al lavoro da qualche settimana, eppure tanti già frequentano questo spazio aperto per una corsa o una pedalata, mentre qualcuno si sofferma a controllare i lavori sul rio Candalla.  Voglio sperare che il Comune colga l'occasione, sprecata da chi ha governato in passato (complice una minor consapevolezza del patrimonio naturalistico della zona), per riqualificare l'area sconquassata da una promiscuità assurda e selvaggia tra industria e urbanizzazione residenziale.  L'area verde Orzali potrebbe trasformarsi in un collegamento ideale col vicino Padule, ricreando un habitat similare con piantumazioni arboree analoghe. Sarebbe un peccato addomesticare questo bel pezzo di terra con vialetti, alberelli e scivoli per bimbi da città metropolitana. Seppure il parco non potrà ambire, e mi spiace spegnere l'ambizione dell'assessore che si è sperticato in tal senso, a uguagliare la bellezza della Pineta di Montecatini (manca lo spazio, ma soprattutto la storia e la cultura che fecero nascere e crescere il parco termale), potrà comunque giocare un ruolo determinante per la qualità della vita di chi risiede e lavora intorno ad esso. La visuale è del resto affascinante, si gode la vista di Montecatini Alto e di Monsummano Alto, Montevettolini, e albe e tramonti offrono colori suggestivi e indimenticabili.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa