«Resteremo dipendenti Asl» Gli infermieri respingono l'ipotesi trasferimento alla Sds
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Lospedale Cosma e Damiano di Pescia Assemblea della federazione autonoma dei sanitari «Non servono ricatti: non firmeremo nessun altro contratto»
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PESCIA. «I dipendenti Asl tali devono rimanere. Non accadrà mai che firmino un contratto per il passaggio alla Società della Salute e non si accettano né ricatti né intimidazioni»: animi caldi e nervosismo all'incontro di giovedì all'hotel Villa delle Rose organizzato dalla Fials (Federazione italiana autonoma lavoratori servizio sanitario). Due gli argomenti all'ordine del giorno: l'ipotesi di passaggio alla Società della Salute e il futuro dell'ospedale di Pescia. In particolare la discussione è partita dall'ipotesi del passaggio di personale infermieristico dal nosocomio pesciatino alla Sds. Un passaggio che, per i dipendenti Asl presenti all'incontro, può avvenire attraverso un'assegnazione funzionale, ma senza che vi sia la firma di alcun nuovo contratto. Insomma, per usare le parole del rappresentante regionale della Fials, Massimo Ferrucci, «non dovrà esserci la novazione del rapporto di lavoro». Una volontà quest'ultima espressa anche dalla Lega, con vari esponenti presenti all'incontro. Lega che ha recentemente presentato un'interrogazione sull'argomento all'assessore alla sanità Daniela Scaramuccia (la quale ha risposto che non è intendimento dell'Asl far firmare un nuovo contratto agli infermieri). I timori però restano anche perché, almeno da quanto dichiarato dal consigliere regionale Gian Luca Lazzeri, «circa una decina di dipendenti dell'Asl avrebbero subito pesanti pressioni proprio per firmare un nuovo contratto». Sull'argomento comunque la Fials annuncia battaglia. L'incontro, che ha visto la presenza anche dell'assessore alla salute del Comune di Pescia Francesco Conforti e dell'esponente de La Destra Giuseppe Fiore, è stato anche l'occasione per sparare a zero sulla Società della Salute e sull'ipotesi del nuovo ospedale in Valdinievole. Tutti d'accordo i presenti nel giudicare il primo «un carrozzone nato solo per distribuire poltrone» che, secondo Ferrucci, deve essere smantellato, se non attraverso vie istituzionali, attraverso una mobilitazione popolare. «Oggi - ha continuato Conforti portando un esempio a suffragio delle varie critiche - se un anziano che vive in una frazione della montagna pesciatina ha bisogno di un'assistenza continuata viene mandato in un Rsa a Monsummano o a Larciano. Non esiste il diritto di essere curati sul proprio territorio per cui la Sds ha fallito nel suo scopo». In più dai presenti è stata citata la Corte dei Conti, che ha definito gli enti come le società della salute nati appositamente per distribuire cariche. Critiche anche sull'ipotesi del nuovo ospedale in Valdinievole, un progetto definito irrealizzabile, nato solo per gettare fumo negli occhi alla cittadinanza, mentre il reale intento della Regione sarebbe quello di dismetterlo. «C'è in atto una ristrutturazione - ha aggiunto Ferrucci - del sistema sanitario toscano, che si è rivelato essere non così efficiente come si voleva far credere. E la tendenza è quella di chiudere i presidi ospedalieri minori».
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