Il Tirreno

Montecatini

La campagna referendaria si chiude nell’area indicata come possibile deposito di scorie

Appello al sì dal Padule di Fucecchio

Franca Capecchi
Uno scorcio del Padule
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Uno scorcio del Padule

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 LARCIANO. Il Padule di Fucecchio di nuovo sotto "assedio". Questa volta si tratta, fortunatamente, di un assedio mediatico. Infatti il quotidiano "Sole 24" in un suo servizio sui possibili futuri siti per stoccaggio scorie nucleari, ebbe a menzionare, mesi fa, proprio il territorio compreso fra il Montalbano e il Padule, traendo la notizia direttamente dagli studi di fattibilità della Sogim su incarico del governo Berlusconi.  Così gli amministratori, il Comitato per i 4 sì al referendum, i rappresentanti delle associazioni, non potevano scegliere luogo più rappresentativo del circolo "Le Morette", ai margini del Padule stesso, per chiudere il ciclo d'iniziative a sostegno del voto. Presenti Ivano Bechini, Vincenzo Cannici e Giuseppe De Vita del Comitato, il sindaco di Larciano Antonio Pappalardo, il presidente regionale di Legambiente Piero Baronti, il sindaco di Fucecchio Claudio Toni, l'assessore provinciale Rino Fragai assessore provinciale, Alessio Bartolini del Centro di Ricerca del Padule e gli assessori Perniconi e Buccellato, rispettivamente di Ponte Buggianese e Monsummano. Assente invece il sindaco di Lamporecchio Giuseppe Chiaramonte, che nello stesso momento era impegnato in una conferenza analoga a Vinci. Il tam tam dell'informazione ha favorito una linea d'intervento congiunta fra i promotori del "Comitato per il si", gli amministratori e le associazioni che, ieri mattina, si sono incontrati per lanciare l'ultimo appello «affinchè i cittadini partecipino al referendum e votino 4 sì».  Un appello legato anche alla notizia del progetto, che individua nell'area del Montalbano circa 200 ettari di territorio per deposito scorie nucleari: «Una follia - ha commentato Ivano Bechini - se si pensa ai governanti e agli amministratori locali delle diverse regioni d'Italia che non sanno fare fronte neppure al problema dei rifiuti, si vorrebbe invece far credere che il problema delle scorie nucleari sia facilmente risolvibile».

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