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Montecatini

Il bilancio torna in utile ma grazie alle vendite di immobili per 4 milioni

Alessandro Gasperini
Il bilancio torna in utile ma grazie alle vendite di immobili per 4 milioni

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 MONTECATINI. E' entrato in terreno positivo nel 2010 il bilancio della Società Terme di Montecatini. L'assemblea dei soci lo ha approvato ieri pomeriggio, dopo l'ok ricevuto del collegio dei revisori. Presenti il sindaco Giuseppe Bellandi e il vice Edoardo Fanucci per il Comune, il dirigente Antonino Melara per la Regione, e ovviamente l'amministratrice unica Paola Paganelli.  Cifre. L'anno scorso si è chiuso dunque con un utile che ammonta a 351.880 euro. Un recupero di quasi 870mila euro rispetto al 2009, quando i conti furono invece preceduti da un segno meno davanti alla cifra 517.016. «L'utile avrebbe potuto essere maggiore - spiega l'amministratrice Paola Paganelli - se non fosse che abbiamo deciso di accantonare la somma di 750mila euro per contenziosi in essere». E', chiaramente, la vicenda della causa persa con l'ex direttore generale Nicola Fortunati a suggerire tanta prudenza. Una vicenda che ora vede l'au impegnata a transare con il suo predecessore per ottenere un dilazionamento dei pagamenti. Operazione questa importante anche per raggiungere l'accordo con le banche per il rifinanziamento dei lavori alle Leopoldine.  Vendite e ricavi. Tornando al bilancio 2010, sempre la Paganelli spiega che a dare una robusta mano ai conti sono state le plusvalenze derivanti alle vendite di immobili, che ammontano in totale a 4 milioni e 309mila euro. Ma anche i ricavi prettamente termali sono migliorati, in considerazione soprattutto dell'effetto traino provocato dalle nuove Redi, passando da 4 milioni 335mila euro a 4 milioni 534mila.  Gestione in perdita. Ma al di là di questa raffica di cifre con davanti segni positivi, andando più a fondo c'è da dire che la preoccupazione rimane. Soprattutto se si va a dare un'occhiata alla cosiddetta gestione caratteristica: il margine operativo lordo segna infatti una perdita di circa 800mila euro, più o meno in linea con l'anno precedente. Ciò significa che i costi dell'attività prevalente della società (offerta termale ma anche gestione degli affitti, ormai una caratteristica dell'operatività aziendale) superano appunto di 800mila euro i ricavi. Ci sono giustificazioni, dovute al fatto che è vero che le nuove Redi hanno contribuito a fare aumentare gli incassi, ma d'altra parte si è dovuto pagare anche lo scotto dell'avviamento.  Obiettivo sfumato. Il punto, però, sostanzialmente è un altro: secondo il piano presentato alle banche alcuni anni fa, il 2010 era indicato come l'anno in cui la gestione sarebbe dovuta tornare in pareggio. Obiettivo, come si è visto, non centrato. E da qui discendono gran parte delle difficoltà a siglare il nuovo accordo con gli istituti di credito, Bnl in testa.  Nuovo piano. Che fare? I tempi si fanno stretti, tanto che i soci si sono dati appuntamento per la fine del mese, quando verà convocata un'altra assemblea dove sarà presentato il nuovo piano dell'amministrazione societaria, con gli obiettivi da sottoporre al pool di finanziatori. Il tentativo è quello di riuscire a dare tranquillità a fornitori e banche, e dunque arrivare a siglare il nuovo accordo per gli investimenti necessari a far ripartire i lavori alle Leopoldine, che la Cmsa ha interrotto da mesi in assenza di pagamenti.  Prat. E a proposito di segnali, apprezzamenti sono arrivati dopo la delibera con la quale la giunta una ventina di giorni fa ha approvato il Prat (il Piano di recupero termale): non è ancora l'atto definitivo (l'ultima parola spetta infatti al consiglio comunale), ma intanto si danno indicazioni su quali potrebbero essere le destinazioni dei vari immobili di proprietà termale, molti dei quali, come si sa, sono destinati ad andare sul mercato proprio per finanziare i lavori. Con questo atto dell'esecutivo, insomma, chi è interessato a investire per lo meno ha un quadro più chiaro (ancorché non definitivo) rispetto a cosa potrà essere realizzato, e cosa no, nelle diverse aree.

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