Lutto
Dopo i colpi cercavano di usare i bancomat per incassare i soldi agli sportelli automatici
Furti nelle auto, prese ladre seriali
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Un tentativo di effrazione alla portiera di unauto A sinistra il capitano Enrico Vellucci Arrestate dai carabinieri madre e figlia, obbligo di firma per una cugina
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CHIESINA. Avevano la passione per lo shopping mamma, figlia e cugina. Solo che per loro i negozi in cui fare acquisti erano le auto in sosta. Rompevano finestrini o forzavano le portiere. Poi prendevano i portafogli e quando trovavano bancomat o carte di credito cercavano di incassare il contante presentandosi agli sportelli automatici delle banche. Le telecamere le riprendevano e i carabinieri annotavano con diligenza le mosse delle tre ladre seriali. Dopo mesi di appostamenti e riscontri dei militari, il gip del Tribunale di Pistoia ha firmato tre misure cautelari chieste dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco. Per la mamma di 40 anni è stato disposto l'arresto a Sollicciano, per la figlia di 22 sono scattati i domiciliari, mentre la cugina di 21 ha solo l'obbligo di dimora nel Comune di residenza che per tutte e tre è Chiesina Uzzanese. Le donne (di cui non sono state fornite le generalità) appartengono a due note famiglie rom diventate ormai stanziali in Valdinievole. L'intervento è stato illustrato ieri mattina al comando provinciale dei carabinieri dal comandante della Compagnia, capitano Enrico Vellucci e dal luogotenente Giovanni Guarnera, responsabile della stazione di Ponte Buggianese. L'accusa è di furto aggravato in concorso e indebito utilizzo di carte di credito. A far partire le indagini, condotte dai militari di Ponte, è stato un furto avvenuto nell'aprile scorso ai danni di un imprenditore di Montecatini. Dopo aver forzato la sua auto, in sosta lungo viale Verdi, gli era stato rubato un portafogli. Dentro c'era una tessera bancomat oltre a denaro contante. Le tre ladruncole avevano poi tentato di effettuare i prelievi allo sportello di una banca in centro, ma senza riuscire a incassare i soldi. Per i carabinieri le tre donne sono ritenute al centro di un banda dedita ai furti, in particolare su auto parcheggiate, e all'utilizzo illecito di carte di credito e bancomat asportando durante le razzìe nelle macchine. A volte i tentativi andavano a buon fine perché riuscivano a trovare il pin scritto in un foglietto. Le riprese della videosorveglianza fuori dalle banche proponevano le tre parenti intente all'incasso nei minuti seguenti il furto consumato poco distante. «Sono state monitorate per diversi mesi e ciò ha consentito di sorprenderle anche nell'atto di commettere analoghi furti o immediatamente dopo, spesso anche fuori provincia» hanno spiegato i militari. Furti a parte i carabinieri stanno verificando un secondo fronte aperto dopo la scoperta, sotto terra in un campo adiacente le abitazioni delle donne, di un involucro contenente un centinaio di proiettili per pistola di diversi calibri. Sono stati i cani dell'unità cinofila del nucleo carabinieri di San Rossore a fiutare il nascondiglio e a dirigere i militari nel punto in cui sono saltate fuori le pallottole. Chi le aveva messe lì e chi le avrebbe usate sono le domande a cui gli investigatori stanno cercando una risposta.
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