Il dolore
Non si ampliano le aree protette
◗
Lassemblea a Ponte organizzata dallassociazione Terra nostra unita L'assessore Fragai rassicura i proprietari sulla richiesta di Legambiente
3 MINUTI DI LETTURA
PONTE BUGGIANESE. «All'ordine del giorno non c'è alcuna ipotesi di allargamento delle aree protette del Padule». Lo ha detto l'assessore provinciale Rino Fragai intervenendo all'incontro che si è tenuto al circolo Arci di Ponte promosso dall'associazione dei proprietari "Terra nostra unita". La serata è servita per illustrare i progetti per 5 milioni che il Consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio sarà chiamato ad effettuare per la salvaguardia dell'area umida in occasione degli interventi di riorganizzazione della depurazione, vale a dire depuratore di Anchione e "tubone". Grandi interventi. «Si tratta delle più importanti opere - ha spiegato il commissario del Consorzio Gino Biondi - che vengono effettuate in Padule dal tempo dei Lorena. Devo ringraziare pubblicamente i proprietari che hanno compreso questo e hanno concesso gratuitamente i loro terreni per stendere il materiale di ricavatura, dimostrando una volta di più quanto quest'area sia amata e rispettata». Progetti dal basso. «Per la prima volta - ha aggiunto il direttore generale Franco Fambrini - verranno realizzati progetti che nascono dal basso e non imposti dall'alto». Biondi ha anche sottolineato come tutti i lavori «sono stati progettati dalla struttura interna del Consorzio e anche questo non è scontato che avvenga in tutti gli enti, mentre nel nostro è una costante». Biondi ha concluso invitando tutti i cittadini a essere i primo controllori dei lavori. «Sarete - ha detto - le nostre prime sentinelle». Tre fronti. I lavori sono stati illustrati dal direttore generale del Consorzio Franco Fambrini. Gli interventi essenzialmente sono tre, la realizzazione di sottobacini, un invaso a Castelmartini e la rettifica della foce del Pescia di Collodi. «Nel periodo invernale l'acqua del depuratore finirà nella Pescia - ha spiegato Fambrini - mentre nel periodo estivo l'acqua che uscirà dal depuratore finirà nell'area del Coccio e da qui una parte andrà nella Monaca - Righetti e un'altra, grazie aalla realizzazione dei sottobacini, finirà nel fosso alla Croce e da qui nella Nievolina, nel Canaletto e al casin del Lillo». L'invaso di Castelmartini raccoglierà acqua per 100mila metri cubi e servirà la Paduletta di Ramone. «Per cercare di risolvere il problema dell'interramento, uno dei più pericolosi per il futuro del Padule - ha spiegato Fambrini - verrà modificata la foce del Pescia di Collodi che avrà uno sbocco quasi in linea retta nel canale del Capannone e non più a gomito». I proprietari. Patrizio Zipoli, a nome dei proprietari, si è detto preoccupato dell'idea avanzata di Legambiente per un ampliamento delle riserve naturali. L'assessore Fragai ha rassicurato le associazioni venatorie: «Ognuna associazione è legittimata a fare delle proposte, ma questo non deve sorprendere. Il confronto deve essere e restare civile. Comunque nello specifico l'allargamento non è all'ordine del giorno. E comunque, come si è fatto fin qui, l'area protetta non si allargherà di un metro se non d'accordo con tutti gli attori che gravitano sul Padule. Del resto anche la caccia ha un radicamento forte ed è un elemento di attrattiva». Alla serata hanno preso parte anche il sindaco di Ponte Pier Luigi Galligani e il presidente dell'Atc Moreno Mencarelli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
