La manifestazione
In vista del referendum incontro col giudice della Corte di Cassazione Domenico Gallo
Legittimo impedimento: le ragioni del sì
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Il giudice Gallo 2 MINUTI DI LETTURA
LARCIANO. Un giudice della Corte di Cassazione al circolo di Biccimurri per far conoscere, nei dettagli, la legge sul legittimo impedimento e per spiegare perchè è necessario recarsi alle urne il 12 e 13 giugno. Il magistrato Domenico Gallo, affiancato dal capogruppo di Alternativa per Larciano Alessandro Fagni, (uno dei promotori del "Comitato Si al referendum"), e dai sindaci di Larciano e Lamporecchio Antonio Pappalardo e Giuseppe Chiaramonte, ha ripercorso a ritroso tutte le leggi, definite "Ad personam" del governo, a partire dal 1994, anno in cui fu varata la cosiddetta legge "Salvaladri", contestata dai giudici del pool di Milano. «Anche la legge sul "legittimo impedimento" - ha spiegato il giudice Gallo - è da annoverarsi tra le leggi "ad personam", 37 per l'esattezza, che sono state varate dal 1994 a oggi, favorendo di fatto la posizione processuale del premier Silvio Berlusconi, delle sue aziende e dei suoi più stretti collaboratori. Nonostante questa assoluta vergogna, che non ha eguali in sessun altro stato democratico, nei giorni scorsi è stata approvata alla Camera la legge sul "processo breve", per proteggersi dal processo Mills». «In fondo per questo Governo la parola legalità non ha mai rappresentato la bussola delle sue scelte - ha proseguito Gallo - nel 2001 fu varata la legge sulle rogatorie internazionali. Di fatto una legge che complica pesantemente le procedure delle indagini all'estero da parte degli investigatori. Nel 2002 poi la legge "sul falso in bilancio", che fissa soglie ampissime di non punibilità per gli imputati. E, ancora, la legge Cirami, in base se alla quale i processi possono essere spostati in procure ritenute più "amiche". Nel 2003 il "Lodo Schifani" fu il primo tentaivo di far passare uno scudo protettivo intorno alle più alte cariche dello Stato. Nel 2005 la legge "ex Cirielli", che riduce il tempo di prescrizione degli imputati. Nel 2008 il "Lodo Alfano", altro tentativo di sospensione dei processi e, nel 2010, il "legittimo impedimento". L'intento appare come quello di riservarsi una zona franca in aperta contraddizione con il principio di uguaglianza davanti alla legge sancita dall'articolo 3 della Costituzione».
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