Il Tirreno

Montecatini

Vita impossibile per gli abitanti di una palazzina a Castellare, e gli amministratori valutano l’ipotesi di una denuncia e di un ricorso al Tar

Condominio assediato da allagamenti e liquami

Tiziana Orsi mostra il canale con le nuove tubature dietro al condominio
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Tiziana Orsi mostra il canale con le nuove tubature dietro al condominio

Un'ordinanza del Comune ha deviato gli scarichi di un immobile non allacciato alla rete fognaria

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 PESCIA. Dietro casa un fossato, dove finisce tutta l'acqua piovana che cade a monte, con un piccolo canale di scolo, con conseguenti e frequenti allagamenti di garage e scantinati. Davanti casa una fogna a cielo aperto. È la situazione con cui devono convivere gli inquilini (22 appartamenti) del condomio Colombo, in via Lucchese a Castellare.  Una storia che parte da lontano e che, nonostante tutte le richieste di intervento al Comune da parte degli amministratori del condominio, non ha ancora trovato soluzione. Anzi, nel corso del tempo la situazione si è aggravata ulteriormente, rendendo difficile la vita agli abitanti del palazzo (il condominio Colombo). Una situazione che, spiega Tiziana Orsi dello studio Orsi che amministra il condominio, porterà con ogni probabilità a un ricorso al Tar e anche a una denuncia.  Ma andiamo per ordine. Il primo problema è rappresentato da un fossato a monte del condominio, in una proprietà diversa, dove si raccolgono le acque piovane del campo sovrastante. Da qui l'acqua dovrebbe andare, attraverso una condotta, a un canale di acque piovane (ricordiamoci questo termine: "piovane") che invece passa davanti alla palazzina stessa. E qui spuntano i primi guai: la condotta di smaltimento è piccola, e per di più inizialmente protetta da una griglia che deve impedire il passaggio di oggetti (ramaglie e simili) che potrebbero ostruire la condotta stessa, ma che spesso finisce per creare un tappo allo smaltimento. La conseguenza in caso di forti piogge? Semplice: il canale si riempie e, non trovando altri sfoghi, l'acqua si dirige verso la palazzina riempiendo di acqua garage e scantinati, come dimostra un'ampia documentazione fotografica accumulata nel tempo.  Un problema grave, certo, eppure non è niente rispetto alle ultime novità. Il problema ha origine anche a una certa distanza fisica, a un edificio di recente costruzione. L'immobile, pagato in anticipo dai proprietari dell'appartamento, era quasi finito, quando la ditta costruttrice fallì. L'edificio era abitabile ma... mancavano (e mancano) gli scarichi fognari. Chi l'aveva pagato decise di andarci comunque a vivere. Solo che gli scarichi delle acque nere e bianche finivano per provocare infiltrazioni a danno degli abitanti a valle di quell'edificio. Da qui l'ordinanza del Comune che imponeva di smaltire quegli scarichi. La soluzione? Due lunghi tubi (inizialmente era uno solo che utilizzava e in parte ostruiva la solita condotta) che da quell'edificio finisce per passare dietro il condomio Colombo utilizzando sempre lo stesso fossato.  Il problema è che quei tubi portano gli scarichi delle abitazioni. E adesso c'è il rischio che non sia solo l'acqua, in caso di pioggia, a invadere gli scantinati, mentre il canale davanti la palazzina, quello pensato solo per le acque piovane, si sta trasformando in una sorta di fogna a cielo aperto. Da qui l'ipotesi degli amministratori di condominio di fare, da un lato, ricorso al Tar contro l'ordinanza, dall'altro di presentare un esposto per inquinamento.

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