Gioco
Lettera al sindaco dalla vedova dellex consigliere Bagnoli
Musica troppo alta dal bar di sotto costretti in casa con le finestre chiuse
Luciana Salis Bagnoli
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Pubblichiamo la lettera inviata al sindaco Giuseppe Bellandi dalla vedova di Mario Bagnoli, il compianto ex consigliere comunale e provinciale, per protestare contro i rumori provenienti da piazza del Popolo dovuti alle serate di piano bar per i turisti. Egregio signor sindaco, sono la vedova di Mario Bagnoli, che tanto ha amato Montecatini. Le invio queste poche righe di protesta perché la situazione in cui mi trovo è insostenibile. Da più di dieci anni lottiamo con il Bar del Centro in piazza del Popolo (che sta sotto la nostra casa) perché il trambusto della musica e del cantante impediscono di leggere, di parlare... Dalle ore 21 in poi la televisione si può ascoltare solo con le finestre chiuse e col volume molto alto. Alla fine sono costretta a rifugiarmi in una stanza - non sopra al bar, a nord della casa - e sempre con la finestra chiusa. D'estate aziono il ventilatore a soffitto, tipo Casablanca. Se desidero leggere, devo mettermi i tappi di cera. Sono 48 anni che abito qui, mai mi sarei immaginata che il bar sotto casa si trasformasse in questo modo. Se il Bar del Centro vuole giustamente attirare clienti, faccia pure musica ma in modo soft. E' inutile che il cantante si precipiti dentro il locale quando vede i vigili... cantando dalla finestra aperta del bar con le casse che sparano la base della musica a tutto spiano, non si risolve nulla. I ragazzi in gita, passando davanti al bar, non si fanno certo sfuggire un'occasione così ghiotta: ballano, schiamazzano, fanno il "trenino"... Non parliamo poi di quando si esibisce qualche cliente "in voce": fra urletti, battimani, richeiste di bis è come se avessi sotto casa quasi il Gambrinus. Che strazio. La musica deve essere riservata ai loro clienti, non ai disgraziati vicini. Ma le minoranze non hanno alcun diritto? Non mi resta che piangere.
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