Il Tirreno

Montecatini

In due raccomandate si minaccia il recupero coattivo e nemmeno la rateizzazione del debito ha migliorato la situazione

Rifiuti: il Cosea sollecita i pagamenti

Francesca Maltagliati
Il palazzo comunale di Pescia
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Il palazzo comunale di Pescia

Il gestore del servizio raccolta deve riscuotere un milione e mezzo di euro

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 PESCIA. A quanto ammonta il debito che il Comune ha nei confronti del Cosea Ambiente? Siamo sempre nell'ordine del milione e mezzo di euro come risultava non più di pochi mesi fa, oppure il Comune è riuscito a ripagare, almeno in parte, il suo debito? Sarà forse proprio a causa di questo che, soprattutto in alcune zone, il servizio è diventato più scadente e che la Tarsu ha visto un aumento del 13%? Tante domande ma, almeno per ora, senza risposte dettagliate. Risposte che potrebbero arrivare entro pochi giorni, visto che sono previsti incontri societari proprio a inizio settimana, e anche una commissione ad hoc in Comune sulla questione.  L'unica cosa che per ora viene detta dal Cosea è che ci sono state delle "evoluzioni positive", affermazione che lascia presupporre che il Comune abbia iniziato a saldare i conti. Quello che sappiamo per certo viene però dai documenti, e questi ultimi non forniscono notizie confortanti. Si legge infatti che, fino a non più di tre mesi fa, il Comune non aveva ancora iniziato a pagare il suo debito e dicono anche che da parte del Cosea è arrivato più volte l'avvertimento di una possibile azione legale. Si tratta di due raccomandate, del 15 settembre e del 28 gennaio, il cui mittente è il presidente del consorzio Cosea Cesare Calisti. Entrambe le missive sono indirizzate al Comune di Pescia, la seconda, per conoscenza, anche all'Ato.  Con la prima raccomandata il Comune viene invitato a rispettare i termini di un accordo (risalente al 9 agosto 2010) dove veniva stabilito che il debito di oltre un milione di euro accumulato da Pescia dovesse esser pagato attraverso un piano di rientro, con 18 rate mensili da circa 57mila euro. Ma...  «Riscontrando - si legge sulla raccomandata - che le scadenze concordate non risultano finora rispettate e che l'esposizione della società nei confronti del Comune raggiungerà al 30 settembre (2010 ndr) quota 1.583.000 euro, si richiede con la presente il pagamento immediato del dovuto. In mancanza di quanto sopra si procederà senz'altro avviso al recupero coattivo del credito vantato nei confronti dell'amministrazione comunale di Pescia. I ritardi nei pagamenti pongono serie difficoltà nella gestione corrente del servizio».  Nella seconda raccomandata, quella di gennaio, i toni non cambiano. Anche in quest'ultima si invita infatti il Comune a saldare il debito e si afferma anche che i «mancati pagamenti non permettono di avviare gli opportuni investimenti riguardanti le nuove azioni previste nel progetto esecutivo 2011».

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