Il dolore
«Profughi da ripartire in base agli abitanti»
A.G./G.L.P.
E' la proposta di Montecatini alla Provincia che ha chiesto ai Comuni di fornire le disponibilità
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MONTECATINI. La Provincia ha scritto ai 22 comuni pistoiesi per conoscere le loro disponibilità ad accogliere i profughi dalla Libia. In sostanza vuole sapere quanti possono essere ospitati in ogni comune, così come stanno già facendo, per quanto riguarda la Valdinievole, Montecatini (8 dal Ghana) e Monsummano (5 dalla Guinea). «La Provincia - spiega Ennio Rucco, assessore ai servizi sociali - ha l'incarico da parte della Regione di firmare i protocolli con i comuni del suo territorio. E questo succede in tutta Italia. I sindaci forniscono le diponibilità ad ospitare i profughi e su quella base questi vengono ripartiti. A patto che non succeda come a Treviso, dove 94 comuni su 95 si sono detti indisponibili. E allora i profughi vengono assegnati ad altre realtà». Un meccanismo, questo, che non convince molto la giunta montecatinese. «I giovani ospitati al Corpus Domini - dice Rucco - sono in attesa di permesso di soggiorno, dopodiché saranno liberi di andare dove vogliono. Ma sicuramenti altri arriveranno al loro posto. Allora, secondo noi, sarebbe giusto decidere subito quanti profughi dovrà accogliere ogni comune stabilendo un rapporto con la popolazione. Se Montecatini, con 20mila abitanti, ne ospita 8, comuni simili al nostro dovrebbero fare altrettanto». Intanto gli otto ghanesi ospiti del Corpus Domini e della Misericordia si stanno lentamente integrando nella comunità parrocchiale. Vivono in alcune stanze messe a disposizione dalla comunità religiosa. «Li ospitiamo volentieri - spiega il parroco don Pietro - sono ragazzi tranquilli, desiderosi di trovare un lavoro per dimenticare gli orrori vissuti nel loro paese. Abbiamo cercato di fargli poche domande sulle loro vicende per non risvegliare certi dolori». Gli otto giovani vogliono imparare l'italiano. A loro disposizione sono stati messi mediatori culturali professionisti. «Ma adesso stiamo cercando dei volontari che gli insegnino la lingua. Per il momento passano la giornata pulendo e sistemando le camere. Ai pasti provvede la Misericordia, che glieli porta fino a casa. I volontari li seguono quotidianamente. Non mancano neppure momenti di gioco e relax. A loro piace molto giocare a calcio nel campetto dietro la chiesa».
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