Sicurezza
«Pronti a investire 30 milioni»
Pietro Barghigiani
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Sopra lex ospedalino o istituto di cura e, a sinistra, le ex lavanderie Villa Maria presenta il progetto della clinica da 140 posti letto
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MONTECATINI. Una lunga telefonata in vivavoce con il cellulare al centro del tavolo e il manager dall'altro capo dell'apparecchio a elencare numeri, propositi e speranze di un investimento da 25-30 milioni di euro. Marco Angelotti, amministratore delegato della holding Villa Maria, ha ufficializzato ieri pomeriggio davanti al sindaco, Giuseppe Bellandi e alla commissione società partecipate, l'operazione che il suo gruppo intende concludere in città. Si tratta di ridisegnare la geografia delle cliniche di Villa Maria, sede a Ravenna e oltre trenta strutture in Italia e all'estero. Il progetto. La proposta illustrata prevede l'acquisto dalle Terme delle ex lavanderie e dell'ex ospedalino per realizzarvi una clinica da 140 posti letto nella quale sarebbero concentrate le attività di ortopedia e cardiochirurgia che ora vengono svolte al Santa Rita di via Manin e, a Firenze, al Maria Beatrice Hospital e al Pergolino Hospital. Incognita Regione. Il dottor Angelotti ha affievolito l'entusiasmo con cui ha presentato l'operazione quando ha ricordato il silenzio della Regione. «Pur essendo passato un anno da quando si è iniziato a parlare di questo progetto - ha precisato nella sua conferenza telefonica - la Regione ancora non ha espresso un parere. Non ci ha mai convocato. Non ha detto che le piace, ma neanche che non va bene indicando magari eventuali modifiche da apportare. L'Asl 3, invece, ha mostrato interesse». A pesare sul silenzio regionale potrebbe essere la chiusura delle due cliniche fiorentine che verrebbero assorbite dalla nuova struttura da allestire nel compendio termale. Ci sono cooperative, non manca l'indotto e poi i posti letti sparirebbero dal capoluogo fiorentino per apparire a Montecatini. E la Regione deve dare il suo placet sull'accreditamento dei posti letto. Ha aggiunto Angelotti: «Sarebbe anche auspicabile che per le prestazioni il tetto per il Santa Rita venisse portato da 3 a 5 milioni. L'Asl fiorentina vedrebbe ridurre l'impegno finanziario nel suo bilancio annuale». La qualità. Con la benedizione del proprietario del gruppo Ettore Sansavini, «mi ha detto di seguire il progetto su Montecatini a cui tiene molto», Angelotti ha spiegato che quello che Villa Maria ha in animo di costruire è un centro di eccellenza di livello internazionale. «I vantaggi ci sarebbero per i residenti, ma anche per le Terme - ha chiarito -. Verrebbe recuperato un ingente patrimonio, peraltro già a destinazione sanitaria. E poi la presenza della clinica farebbe da volano per alberghi e offerta turistica. Abbiamo avuto un esempio dalle nostri parti. Attorno a una struttura di Villa Maria sono nate pensioni e residence per i parenti dei malati». L'intervento. All'ex ospedalino il sopralluogo della holding, anche con Soprintendenza e Comune, ha fotografato una situazione di grande degrado. Per le Belle Arti la facciata non dovrà essere toccata. Gli interni hanno solai pericolanti e il recupero dovrà essere radicale. In Comune fanno, però, notare che a ridosso dell'immobile ci sono terreni già a destinazione sanitaria. Terme. L'affare dovrà passare da un avviso pubblico. Non ci potrà essere una trattativa diretta tra Terme e Villa Maria. I privati dovranno rispondere a una manifestazione di interesse sui beni messi in vendita. Il manager aveva appena magnificato l'investimento quando gli è stato chiesto se il gruppo avrebbe potuto avere delle mire anche sulle Terme visto che gestisce da tempo quelle di Castrocaro. «Non vogliamo fare interventi a gamba tesa e siamo abituati a cercare l'intesa con i nostri interlocutori - ha risposto Angelotti -. Essere presenti sul territorio e avere già esperienze nel settore potrebbe facilitare un domani anche un interessamento per le Terme. Noi vogliamo che a Montecatini le cose funzionino». In consigli. La prossima settimana la conferenza dei capigruppo stilerà una mozione sul progetto di Villa Maria da sottoporre al consiglio comunale con una richiesta di pronunciamento della Regione.
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