Finanza
Durante una partita di calcetto tra amici la struttura gli cadde in testa provocandogli diverse fratture
Ferito dalla traversa, chiede i danni
Pietro Barghigiani
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Unaula di Tribunale Citati in Tribunale il Comune e il ministero della Pubblica Istruzione
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LAMPORECCHIO. Si stava divertendo con alcuni amici nel campino adiacente alla scuola media Dei quando una pallonata centrò la porta mobile facendola prima barcollare e poi cadere. La struttura gli franò addosso provocandogli gravissime lesioni al volto e alla testa. A distanza di cinque anni dall'incidente, un 38enne di Mastromarco ha citato in giudizio il Comune di Lamporecchio e il ministero della Pubblica Istruzione chiedendo un risarcimento minimo di almeno 150mila euro e rimandando al tribunale civile di Firenze l'eventuale importo da liquidare. L'uomo fu ricoverato in prognosi riservata e per rimediare alle ferite causate dalla porta di ferro che lo aveva colpito al viso furono necessarie anche alcune operazioni. Riportò tre fratture al setto nasale, agli zigomi e una serie di lesioni alla testa. Da Empoli fu trasferito a Careggi per la ricostruzione maxillo-facciale. Un calvario al termine del quale ora intende presentare il conto delle responsabilità. Che, a suo dire, sono da imputare a Comune e ministero della Pubblica Istruzione. L'amministrazione si è costituita in giudizio affidandosi agli avvocati Marino Bianco e Marina Bianco del Foro di Firenze. E anche il ministero si difenderà davanti al tribunale civile con l'assistenza dell'Avvocatura di Stato. Infine, della partita sarà anche la Ugf Assicurazioni Spa con la quale il Comune è assicurato e che pagherà le spese legali dell'ente. L'infortunio avvenne la sera del 9 giugno 2006. Alla scuola c'era la festa per la fine dell'anno scolastico. Un amico suonava nella band che si esibiva e il 38enne era andato a vedere lo spettacolo. Con alcuni compagni aveva cominciato a giocare a pallone sul nastro d'asfalto che viene utilizzato dagli scolari per fare ginnastica all'aperto. La porta da calcetto dopo le prime pallonate cedette e nel rovinare a terra travolse anche l'uomo che, nel cadere a terra, picchiò con violenza la nuca e poi ricevette il secondo colpo, quello più duro, della traversa in faccia. Fin dal primo momento i familiari sostennero che l'accesso al campetto era libero e che la porta di ferro non era agganciata a terra. Una mossa contestata fu quella del Comune che il giorno seguente rimosse la struttura prima dell'arrivo delle forze dell'ordine allertate. Il Comune eccepisce sulla responsabilità del campino sostenendo che «l'ente preposto alla custodia e alla vigilanza del campetto di calcio dove si è verificato l'infortunio è l'istituto comprensivo di Lamporecchio e non l'amministrazione». Prima udienza a gennaio 2011.
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