Italia
Blitz al Comicent: nove lavoratori al nero, chiuse due ditte
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PESCIA. Il blitz è scattato ancor prima dell'alba, poco dopo le 4 della notte tra mercoledì e giovedì, con una ventina di carabinieri e altrettanti ispettori del lavoro tra personale della direzione provincial, dell'Inps e dell'Inail. Il Comicent, il mercato dei fiori di Pescia, è stato letteralmente circondato, alla ricerca di conferme alle indiscrezioni che parlavano di lavoratori al nero tra le ditte che operano all'interno della struttura. Conferme che sono puntualmente arrivate. Gli ispettori del lavoro hanno passato al setaccio le 39 ditte che operavano in quel momento all'interno del Comicent e hanno esaminato la posizione delle 73 persone che, in quel momento, stavano lavorando. Ebbene, nove di loro sono risultati essere impiegati completamente al nero, senza nessun contratto, nessun versamento previdenziale. In tre casi si trattava di cittadini albanesi, in regola con il permesso di soggiorno, mentre gli altri sei erano italiani: quattro della zona e due provenienti dalla Campania. Un segnale - è stato sottolineato alla direzione provinciale del lavoro - delle crisi che ormai colpisce anche le famiglie italiane, costrette ad accettare le condizioni capestro del lavoro nero pur di avere uno stipendio, e, come dimostra la presenza dei due campani, anche a emigrare pur di accettare quelle condizioni. Numerose le violazioni riscontrate: sono cinque le ditte per cui sono scattate le sanzioni e, in due casi (in cui il personale al nero superava il 20% della forza lavoro) è scattata anche la sospensione dell'attività.
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