Sicurezza
Per laccusa venivano fatte entrare in Italia per lavorare nei night con documenti fasulli
Ballerine con falsi permessi
Pietro Barghigiani
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I carabinieri davanti al Regina Monika Dieci rinvii a giudizio anche per associazione a delinquere
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MONTECATINI. Dieci rinvii a giudizio e tre proscioglimenti per prescrizione. L'inchiesta "Londra", su un presunto giro di permessi di soggiorno ottenuti da ballerine di night provenienti dall'Est con documenti falsi e dichiarazioni non veritiere, supera il vaglio del gip Alessandro Buzzegoli. Il 14 giugno sempre il gip fisserà l'incarico per le trascrizioni telefoniche, mentre il 25 ottobre si terrà l'udienza di smistamento in aula. Sei delle dieci persone sotto processo sono accusate anche di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le giovani sarebbero entrate in Italia in modo illegale e rimaste a lavorare in Valdinievole grazie a permessi di soggiorno rilasciati attraverso dichiarazioni taroccate. I capi d'imputazione vanno dal favoreggiamento dell'immigrazione clandestina al falso ideologico indotto in atto pubblico, dal procurato ingresso illegale di persone sul territorio nazionale all'occupazione al lavoro di persone sprovviste di permesso di soggiorno. Prosciolti. Sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronto di Gianluca Trebbi, 32 anni, di Pisa, difeso dall'avvocato Nino Marchetti; Paolo Angeli, 61 anni, di Uzzano e Anzhelika Sedina, 28 anni, russa, domiciliata a Uzzano, assistiti dall'avvocato Simone Puccini. A processo. Rinviati a giudizio Alessandro Ordofendi, 64 anni, di Pescia; il figlio Andrea Ordofendi, 41 anni, di Pescia; Maurizio Bini, 52 anni, di Montecatini; Doriano Brunelli, 62 anni, di Pescia; Adrian Dumitru, 39 anni, romeno, residente a Montecatini; Roxsana Francisca Stancu, 42 anni, romena domiciliata Montecatini; Simona Buraga, 34 anni, rumena, domiciliata a Pieve a Nievole; Luca Pacini, 43 anni, residente a Montemurlo, ma domiciliato a Uzzano; Roberto Avella, 48 anni, domiciliato a Pieve a Nievole; Ciprian Paval, 35 anni, di Montecatini. Nei confronti dei due Ordofendi e di Bini, Brunelli, Dumitru e Stancu, la Procura ipotizza anche l'associazione a delinquere per la violazione della legge sull'immigrazione come il favoreggiamento dell'ingresso di clandestini. La storia. La vicenda ricalca tante altre inchieste con ragazze straniere, provenienti dall'Est Europa, finite a lavorare nei night. Nella tesi dell'accusa gli Ordofendi e Bini si adoperavano per farle lavorare al Regina Monika o in altri night di loro conoscenza. Organizzavano e pagavano in viaggio in Italia, trovavano loro un lavoro e una sistemazione abitativa e si davano da fare per far avere alle giovani entreneuse documenti di soggiorno che per l'accusa venivano ottenuti con false attestazioni e dichiarazioni. Falsi documenti. Durante i tre mesi di validità dei visti turistici le signorine, anziché di andare per chiese e monumenti, venivano smistate in circoli privati, night e locali di lap-dance di varie parti della Toscana, dove lavoravano per il periodo previsto dal permesso temporaneo per poi tornarsene a casa ed essere subito rimpiazzate. Gli altri indagati devono rispondere a vario titolo di aver favorito l'ingresso e la permanenza delle clandestine commettendo falsi in atto pubblico per induzione e dichiarando assunzioni fittizie per i permessi di soggiorno alle ragazze. I fatti coprono un periodo che va dal gennaio 2004 all'aprile 2005 tra Montecatini, Uzzano e Pistoia.
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