Il Tirreno

Montecatini

Tutti d'accordo sulla caccia allo storno

Cacciatori impegnati in una battuta
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Cacciatori impegnati in una battuta

Mobilitazione per ottenere le deroghe al divieto europeo

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 LARCIANO. Associazioni e amministrazioni sono d'accordo: va reintrodotta la caccia allo storno per ridurre i danni all'agricoltura. Questa la conclusione del convegno nazionale, tenutosi a Larciano, su "Il prelievo in deroga dello storno: criticità e prospettive".  Ad aprire i lavori l'assessore alla caccia della Provincia di Pistoia Rino Fragai, che ha introdotto il tema illustrando le problematiche create sul nostro territorio dallo storno, e i suoi danni alle colture agricole, in primis l'ulivo. Sono seguiti gli interventi tecnici, a illustrare i danni dello storno, i metodi "ecologici" o non cruenti per limitarne i danni e la complessa situazione normativa. La legge europea, infatti, lo prevede come specie non cacciabile in Italia, al contrario dei altri paesi del bacino del Mediterraneo. La procedura per renderlo cacciabile, che dovrebbe partire dai ministeri dell'Ambiente e dell'Agricoltura, dura almeno tre anni. Da qui la necessità di fare un prelievo "in deroga" rispetto alla legge europea, un compito che è della Regione.  Per l'Ispra, l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale (il massimo organo tecnico italiano sulla fauna selvatica), Alessandro Andreotti ha ribadito il parere favorevole a fare entrare lo storno fra le specie cacciabili. Ha inoltre precisato come sulle deroghe ci siano delle regole rigide da seguire e come, dunque, si debbano attuare tutta una serie di operazioni per ridurre il danno all'agricoltura.  Per la Regione Toscana Paolo Banti ha illustrato le difficoltà della Regione per attuare le deroghe, mentre l'assessore provinciale alla caccia di Pisa Giacomo Sanabio ha concordato sulla necessità della reintroduzione. In seguito Emilia Romagna, Umbria e Marche hanno illustrato le loro esperienze come Regioni italiane che hanno attuato le deroghe nel 2010 (e il Veneto, non presente al convegno, ha inviato la propria adesione e una sua relazione).  Nel pomeriggio poi si è tenuta una tavola Rotonda cui hanno partecipato rappresentanti di Coldiretti, Cia, la Fidc, Arci Caccia, Libera Caccia, Anuu migratoristi, Cpa e Cpe. Tra i presenti vice presidente della commissione agricoltura alla Camera Angelo Zucchi, che si è impegnato a sollecitare i ministeri interessati ada avviare le procedure necessarie. Tutti hanno concordato nell'indicare come via maestra il reinserimento dello storno fra le specie cacciabili. Inoltre le linee guida per le deroghe, che dovevano essere definite dal governo e a cui potevano rifarsi le Regioni, non sono state approvate, e probabilmente non lo saranno a breve.  Le conclusioni sono state dell'assessore regionale Gianni Salvadori, che si è impegnato, nel prossimo incontro con il nuovo ministro dell'agricoltura, a sollecitare la partenza della procedura per il reinserimento dello storno nelle specie cacciabili e per l'approvazione delle linee guida per le deroghe. Sulle deroghe 2011 poi verificherà la possibilità di attuarle, ma non ha nascosto che potranno esserci delle difficoltà.

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