Il dolore
Leopoldine, si riparte solo a luglio
David Meccoli
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La commissione consiliare durante la visita di ieri al cantiere delle Leopoldine; a destra il sindaco Bellandi, il presidente Sensi e lamministratrice Paganelli allaudizione in municipio La società attende l'ok della proprietà sul nuovo contratto con le banche
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MONTECATINI. Tante domande, poche risposte. E così la commissione società partecipate sarà riconvocata nel giro di breve tempo. Dopo che saranno fatte ulteriori verifiche e le Terme potranno dire quanti soldi servono ancora per finire le Leopoldine, quanti ne sono stati spesi e quanti ne deve avere la Cmsa. E intanto c'è il rischio di vedere chiuso il cantiere fino a luglio. Supplemento d'indagine. All'ordine del giorno della commissione c'erano, tra le altre cose, lo stato di attuazione del piano di finanziamento contratto con il sistema bancario e lo stato dei conti aziendali. Punti sui quali l'amministratore unico della società, Paola Paganelli, ha dato risposte che non hanno soddisfatto i consiglieri. E così l'incontro si è concluso con il presidente Riccardo Sensi che ha detto che «gli esiti auspicati non sono arrivati. Abbiamo bisogno di sapere lo stato di salute della società, anche se capisco l'imbarazzo dell'Au, che ci ha chiesto ancora pazienza. Ma le risposte devono venir fuori in tempi ragionevoli: non è una cosa ordinaria che si dica che la piscina sarà inaugurata a primavera e poi i cantieri stanno fermi due mesi». Stato del finanziamento. Rischiano seriamente di stare chiusi ancora per diverse settimane i cantieri alle Leopoldine. Paola Paganelli, oltre a confermare il blocco dell'erogazione del mutuo da parte del pool di banche guidate da Bnl (che ha di conseguenza fermato i lavori), ha anche rivelato che servirà ancora tempo per definire la situazione. L'obiettivo di inaugurare il complesso termale per Pasqua 2012 (come detto a più riprese) appare pertanto sempre più irrealizzabile, tenuto anche conto che per la riapertura del cantiere si dovrà aspettare almeno fino alla fine di giugno, ovvero fino alla firma del nuovo contratto di finanziamento. Mancano infatti all'appello ancora 8,5 milioni di euro sul totale di 20,3 milioni di mutuo. Il pignoramento. A bloccare l'intero procedimento era stato un atto di pignoramento derivante dalla sentenza avversa alla società Terme nei confronti dell'ex amministratore delegato Nicola Fortunati. «Già a gennaio - dice Paganelli - eravamo pronti a firmare il nuovo contratto con le banche, ma a inizio marzo abbiamo subito un pignoramento e questo costituiva una delle clausole risolutive dello stesso. Con Fortunati abbiamo però trovato un accordo che ci consentirà di pagarlo in 20 rate, anziché in un'unica soluzione come prevede la legge. E senza quest'atto di desistenza anche il mutuo non si sarebbe sbloccato. Ora Bnl ha preparato un nuovo schema contrattuale che i soci dovranno approvare e che prevede come condizione fondamentale un esito positivo delle vendite immobiliari. L'obiettivo è arrivare alla firma entro fine giugno, ma per questo le banche hanno chiesto l'approvazione della proprietà entro fine maggio. Dopodiché ripartirà l'erogazione del mutuo e contemporaneamente i lavori: fino al 2013 pagheremo solo interessi e dal 2014 anche la quota capitale». Palazzina ipotecata. A garanzia della Cmsa per la ripresa dei lavori c'è anche l'ipoteca della sede della direzione aziendale. «Stiamo pensando di concedere un'ipoteca all'associazione temporanea d'impresa che sta lavorando alle Leopoldine - dice Paganelli - per coprire l'importo dei pagamenti ancora da fare. La Cmsa si è detta disponibile all'accordo». Bilanci. Discrete notizie sono invece arrivate dal bilancio 2010, che ha chiuso con un utile di 300mila euro, con ricavi totali in aumento del 5% (e un +11% di ricavi prettamente termali). Buono l'andamento anche nei primi tre mesi 2011, che hanno visto aumentare i ricavi del 50% e diminuire il costo del lavoro del 4%.
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