Sicurezza
Studenti abruzzesi in visita ai gemelli di Pieve
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Larrivo a Pieve degli alunni abruzzesi Un incontro nel segno della solidarietà verso le popolazioni vittime del terremoto
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PIEVE A NIEVOLE. Sulle note della canzone "Domani" composta da 56 artisti italiani uniti per l'Abruzzo, martedì scorso sono stati accolti in città circa 40 alunni dell'Istituto "Don Milani" di Pizzoli-Cagnano, due piccoli paesi alle porte de L'Aquila. Accompagnati per una breve permanenza in Toscana da alcuni insegnanti e dal vicario Rosetta Mele hanno trascorso due giornate all'insegna dell'amicizia e della bellezza artistica, grazie a un progetto di gemellaggio con l'istituto comprensivo "Galilei" di Pieve e con l'istituto "Fermi" di Casalguidi. L'accoglienza del gruppo è stata preparata alla scuola media di Pieve con canti, musica, cartelloni e disegni colorati e un piccolo buffet, alla presenza dell'assessore alla Pubblica istruzione, dei dirigenti scoslastici Vita Maria D'Angelo e Stefania Corsini, dei presidenti del consiglio dei tre istituti gemellati e di alcuni volontari della Croce Rossa. Dopo il pranzo offerto dal comitato gemellaggi di Serravalle, la giornata dei ragazzi abruzzesi è proseguita con una visita a Vinci e al Museo Leonardiano, e si è conclusa alla scuola media di Casalguidi dove, in modo informale, è stata allestita un'allegra tavolata. Mercoledì 18 poi si è svolta una bella visita guidata all'area archeologica di Fiesole, insieme alla 2ªB della media del Galilei. Non sono mancati momenti di commozione tra ragazzi e gli adulti: «Con il terremoto in pochi secondi noi abbiamo perso tutto - ha detto la presidente del consiglio dell'istituto di Pizzoli - qualcuno ha perso anche più delle cose, ha perso la vita, ha perso il futuro, la possibilità di crescere figli, di vedere nipoti, ha perso persone amate. Tanti posti a tavola sono rimasti vuoti e la nostra città, L'Aquila, non esiste più. Tutto questo non si può cancellare. Ma con il terremoto abbiamo anche scoperto la generosità gratuita di tante persone, tra le quali voi. Quando due anni fa, a pochi mesi di distanza dal disastro, ci avete accolto in Toscana, avete dato ai ragazzi e a noi la possibilità di un momento di svago, ci avete dato l'opportunità di non pensare, almeno per qualche giorno, a tutta la sofferenza e di sentire il calore della solidarietà. Oggi, a distanza di due anni, le cose sono un po' cambiate e così il nostro stato d'animo. Sentire che, tra tutte le difficoltà, si è creato un legame con voi, ci fa davvero credere che non siamo soli».
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