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Nella grotta termale spunta una biscia Visitatrici infuriate

Nella grotta termale spunta una biscia Visitatrici infuriate

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MONSUMMANO. Anche i serpenti gradiscono le cure termali. Battute a parte è quanto accaduto, pochi giorni fa, all'interno della grotta - nel centro termale di Grotta Giusti - a una cliente abituale. «L'11 maggio - racconta la cliente, Caterina Isabella Maria - mentre ero all'interno della grotta e mi stavo accingendo a uscire insieme a una mia amica, proprio ad un passo da noi è caduta una biscia o serpente». «Un episodio insolito - è la replica della direzione delle terme - ma considerando che è un ambiente naturale, pieno di anfratti, circondato dalla campagna, può capitare, una volta l'anno, che succeda una cosa del genere». Resta comunque - viene sottolineato - un episodio insolito, anche perché, spiega la direttrice delle terme, il microclima caratteristico della grotta non favorisce la presenza di questi animali. Ciò non toglie che la visione del serpente («Un esemplare di almeno 60 o 70 centimentri, comunque molto lungo e scuro»).  «Presa dallo shock e dal panico - racconta la donna - mi sono recata subito alla reception. Mi è stato detto che il direttore non c'era e che stava a un convegno a Milano. Dopo due giorni mi sono nuovamente recata a Grotta Giusti, parlando dell'avvenuto alla sostituta del direttore che, con molta indifferneza rispondeva che essendo una grotta naturale è soggetta, in questo periodo dell'anno a questi inconvenienti. Sottolineava inoltre il fatto dicendo che nell'ambiente naturale piuttosto umido si possono infilare dalla montagna esterna, e non possono controllare questa calamità. Sono veramente indignata e molto dispiaciuta per quest'avvenimento. Faccio presente che, avendo già pagato per intero il ticket, ci siamo dovute arrendere e terminare all'improvviso le cure termali senza nessuna alternativa da parte della Grotta Giusti. Sono d'accordo che la grotta debba essere naturale, questo in effetti è il suo fascino, ma ciò non toglie che debba essere avvisata la clientela che frequenta tale struttura».  «Ho incontrato personalmente la signora - è la replica della direttrice Morini - è mi sono scusata personalmente dell'accaduto. Ho dato la massima disponibilità a venire incontro alla signora e alle sue amiche. Abbiamo offerto da subito di restituire il costo dei ticket, ma questa proposta non è stata nemmeno presa in considerazione. Al contrario ci è stata avanzata un'altra richiesta, di commutare i ticket sanitari per la grotta in ingressi alla piscina termale. Una richiesta che non potevamo accettare, perché, anche se economicamente per noi sarebbe stato vantaggioso, non potevamo offrire una prestazione e poi essere pagati dal servizio sanitario per un'altra. Avremmo fatto una frode e, sinceramente, preferiamo andare sul giornale per un episodio come quello della biscia, piuttosto che per aver commesso un reato».  E l'aspetto dell'informazione sul rischio, magari con l'installazione di avvertimenti? «Non ha senso - chiude la replica della direttrice - mettere dei cartelli quando il pericolo di serpenti non c'è. Altrimenti dovremmo mettere i cartelli in ogni cantina o davanti a ogni casa in una zona di campagna».

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di Redazione Pisa