Attenzione
Giovane morto, medico patteggia
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La caserma in cui si sentì male il giovane poi deceduto in ambulanzaPena di sei mesi, l'Asl dà 230mila euro alla famiglia
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MONTECATINI. Si chiude con un patteggiamento per omicidio colposo e un risarcimento alla famiglia liquidato dall'Asl, la vicenda giudiziaria innescata dalla morte di Sorin Calin, il romeno di 24 anni deceduto la sera del 19 ottobre 2009 dopo essere stato fermato dai carabinieri con l'accusa di aver rapinato l'ex fidanzata nei pressi del bar Cibus in largo Kennedy. Ieri mattina davanti al gup, Alessandro Buzzegoli, la dottoressa del 118, Sabrina Magli, 38 anni, assistita dall'avvocato Andrea Niccolai, ha patteggiato 6 mesi convertiti in 45mila euro di multa. La pena è stata sospesa. L'Asl aveva risarcito con 230mila euro la famiglia del giovane, rappresentata dall'avvocato Michele Romanazzi. La dottoressa Magli era in servizio sull'automedica la sera in cui il giovane si sentì male nella caserma in via Tripoli dove era stato portato per accertamenti. Aveva bevuto parecchio e, secondo l'ipotesi dell'accusa, la reazione del sedativo Midazolam iniettato per riportarlo alla calma ebbe una reazione avversa provocandone il decesso. Il cuore di Sorin Calin si sarebbe fermato per ipossia dovuta all'interazione letale tra l'anestetico Midazolam e l'ingente quantità di alcol assunta nelle ore precedenti dal 24enne: nel sangue il giovane aveva 1,7 g/l di alcol. Che il romeno fosse agitato e fuori controllo era evidente. Che si rendesse necessario intervenire era scontato, ma per la Procura non era la caserma il luogo più idoneo per affrontare il caso. Calin venne arrestato nella serata del 19 ottobre 2009 per aver portato via, durante una lite, il portafogli all'ex compagna. I carabinieri, chiamati da alcuni avventori del bar Gori di largo Kennedy, fecero fatica a bloccarlo. Era un tipo robusto e, in quella occasione, molto agitato. A forza lo misero in auto e lo portarono in caserma. Qui, stando alla ricostruzione dell'Arma, il romeno iniziò a compiere atti autolesionistici prendendo a testate le pareti. Non ne voleva sapere di calmarsi e allora fu chiamato il 118. L'automedica arrivò poco dopo le 22 e il personale gli praticò un'iniezione di Midazolam su indicazione della dottoressa. Secondo i tempi diffusi all'epoca dall'Asl la squadra rimase in caserma 43 minuti, facendo una «valutazione clinico strumentale, il trattamento e la sorveglianza del paziente». Poi se ne andò. Ma alle 23,55, 50 minuti dopo la fine del primo intervento dei sanitari, i carabinieri non riuscendo a risvegliare Calin chiamarono di nuovo i soccorritori che si trovarono di fronte il giovane in condizioni gravissime e privo di conoscenza. I tentativi di rianimazione andarono avanti per oltre un'ora fino all'arrivo al pronto soccorso di Pistoia dove il 24enne giunse cadavere.
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