Il Tirreno

Montecatini

Da lunedì un numero verde per chi incontra animali selvatici feriti

Un esemplare di capriolo ferito
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Un esemplare di capriolo ferito

Servizio della Provincia in collaborazione con una coop sociale In caso di necessità sarà spiegato dove portarli e cosa fare

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 MONTECATINI. La campagna circonda la Valdinievole e, anche senza avventurarsi in stradine isolate, può capitare di imbattersi in qualche animale selvatico ferito. Cosa fare in quei casi? Per molti resta un mistero. Ebbene, segnatevi questo numero: 800 179 093. È il numero verde per attivare il servizio provinciale di soccorso e recupero della fauna ferita. Il servizio, sperimentato lo scorso anno, verrà riattivato nuovamente a partire da questo lunedì. In caso di ritrovamento di uccelli o mammiferi selvatici feriti basterà chiamare questo numero, gestito dalla cooperativa sociale "Ipotesi" di Pistoia e finanziato dalla Provincia con il contributo della Regione.  Le segnalazioni verranno filtrate attraverso una scheda di rilevazione, che consentirà agli operatori di localizzare l'animale e di selezionare la casistica dell'intervento.  Sui casi di effettiva necessità e con possibilità concrete di recupero, il servizio è in grado di offrire sia il prelievo dell'animale, che il supporto veterinario per le prime cure e la valutazione dell'intervento di recupero più adatto al caso. Inoltre sarà anche possibile portare direttamente gli animali all'ambulatorio veterinario indicato dagli operatori e ricevere altre informazioni utili (si ricorda che, tranne in quei casi autorizzati dalla Provincia, è vietata la detenzione di fauna selvatica).  Il servizio sarà attivo con orario pomeridiano 5 giorni a settimana, fino al prossimo ottobre, ma comunque una segreteria telefonica fornirà sempre le indicazioni essenziali. Parallelamente è attivo anche un servizio di informazioni on line, sul sito Internet della Provincia (www.provincia.pistoia.it pagina "caccia e pesca").  Con questo progetto viene anche attivata un'importante collaborazione con una cooperativa sociale di tipo B, con un doppio vantaggio: quello di favorire l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e con minor costi per la collettività e perciò sono da ritenersi esperienze altamente significative e qualificanti.  Va poi sottolineato un altro aspetto: il servizio cura la fauna selvatica autoctona, non si occupa di animali domestici, esotici, né di rettili o anfibi.  «L'attività, che abbiamo potuto apprezzare anche nell'esperienza precedente - sottolinea l'assessore provinciale Rino Fragai - nasce in risposta a un'esigenza diffusa di partecipare alla salvaguardia degli animali in difficoltà, segnalandoli alle strutture pubbliche. Il progetto presentato dalla Cooperativa Ipotesi risponde a questa esigenza, con un piano più ambizioso, che affronta anche l'aspetto educativo sulla tutela della fauna selvatica e degli equilibri naturali, offrendo al tempo stesso un'opportunità di inserimento ai soggetti appartenenti alle fasce deboli, che hanno particolari difficoltà a inserirsi nel mercato del lavoro attraverso i canali tradizionali. È da apprezzare poi il buon livello di coordinamento tra gli uffici della provincia e il privato, grazie al quale, rielaborando in modo critico l'esperienza degli anni precedenti per migliorare l'efficacia dell'intervento, è stato possibile mantenere l'attività anche nel 2011, nonostante le difficoltà dovute non solo alla situazione finanziaria pubblica, ma anche alla chiusura del centro di Galceti».

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