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Montecatini

Più aree protette e più percorsi per l'ecoturismo

Escursionisti nel Padule di Fucecchio
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Escursionisti nel Padule di Fucecchio

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LARCIANO. Aumentare l'estensione delle aree protette e mettere in rete la sentieristica esistente per aumentare i punti di osservazione e per organizzare visite guidate: queste le due linee guida del piano di fruibilità del Padule di Fucecchio, elaborato dai circoli Legambiente della Valdinievole e dell'Empolese Valdelsa, e che mercoledì è stato illustrato a tecnici, amministratori locali ed ambientalisti da Omero Nardini e Leonardo Lami. Un piano al quale si sono mostrati interessati l'assessore regionale all'ambiente Annarita Bramerini e di quelli della provincia di Firenze Marco Gamannossi e di Pistoia Rino Fragai.  La proposta vuol cercare di cogliere il crescente interesse per l'ecoturismo e che vuole cogliere, anche per il Padule di Fucecchio, le opportunità che questa forma di turismo oggi rappresenta, e che si fonda sulla osservazione e il godimento della natura e delle tradizioni culturali locali. Nella proposta di Legambiente sono dettagliati, di conseguenza, gli ambiti di accoglienza, le strutture (musei, agriturismi, centri visita), i percorsi ippo-ciclo-pedonali, gli osservatori, le emergenze architettoniche (in questo caso il Porto del Capannone e le sigaraie), e le potenzialità nell'accogliere nuovi spazi museali o laboratori scientifici e didattici.  Da parte sua l'assessore Rino Fragai ha evidenziato che, risolti i problemi della depurazione, all'ordine del giorno c'è una seria riflessione sulla valorizzazione del Padule di Fucecchio: «Il Padule deve essere contestualizzato con un territorio più ampio, realizzando un raccordo con la provincia di Firenze per mettere in sintonia il territorio nel suo insieme».  L'assessore fiorentino Marco Gamannossi ha giudicato molto positivo il superamento dei confini amministrativi e si è detto d'accordo sull'ampliamento delle aree protette: «L'ampliamento delle aree protette nel fiorentino non è in discussione, poiché è un generatore di valorizzazione della biodiversità esistente. Bisogna altresì perseguire l'interconnessione della sentieristica per ricucire aree di pregio e incrementare gli osservatori».  Nella sua conclusione l'assessore regionale Annarita Bramerini ha precisato come vi siano «una serie di obiettivi che vanno raccordati. C'è un terreno fertile di confronto per la integrazione delle attività provinciali. È bene precisare che le aree umide garantiscono la biodiversità presente. Il progetto di Legambiente mette in connessione ciò che già c'è ed è positiva l'idea delle visite guidate che mettono in relazione le emergenze ambientali. Bisogna però avere presente che l' ecoturista oggi chiede servizi ben strutturati».  L'assessore ha infine annunciato che la Toscana è la prima regione italiana con un piano della biodiversità, che verrà presentato a luglio e inserito nel piano regionale di valorizzazione ambientale.

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