Il Tirreno

Montecatini

Guardia giurata rapinata e legata

L’esterno della banca a cui era diretta la guardia giurata rapinata
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L’esterno della banca a cui era diretta la guardia giurata rapinata

Pistola alla schiena di una portavalori mentre sta andando in banca

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 UZZANO.Sotto la minaccia di una pistola tre banditi le legano i polsi dietro la schiena, s'impossessano delle 8 buste plastificate contenenti corrispondenza destinata a una banca e le portano via anche il revolver d'ordinanza - una Beretta calibro 9 corto - per poi fuggire verso il centro di Capannori a bordo di una vecchia Fiat Panda bianca.  Involontaria protagonista e vittima della rapina una donna di Uzzano.  È successo tutto alle 14,15 di ieri in via dei Colombini, a Capannori, sul retro della filiale della Banca di Pescia Credito Cooperativo a pochi metri dalle abitazioni. Vittima della rapina una guardia giurata dell'istituto Sicuritalia con sede a Pistoia, una donna di 43 anni, residente appunto a Uzzano. La guardia, una volta arrivata alla guida della Panda dell'istituto di vigilanza, è uscita dall'abitacolo e ha afferrato la borsa con la corrispondenza da consegnare, infilandola nell'apposito sportello della cassa continua esterna alla Banca di Pescia. Dopo aver percorso una cinquantina di metri e mentre sta per portare a termine l'operazione, la donna è stata bloccata da un individuo che le ha puntato una pistola alla schiena.  «Stai zitta, buona e calma» le uniche parole del malvivente pronunciate senza inflessioni dialettali.  Sono stati secondi interminabili. Il bandito non era solo. Con lui c'erano altri due complici, entrambi con il volto travisato da una calzamaglia. Uno era rimasto in macchina, pronto a dare gas al termine della rapina, l'altro, contemporaneamente, teneva d'occhio la zona e aiutava il capobanda, armato di revolver, a legare con un'apposita fascetta di plastica munita di denti zigrinati i polsi della guardia giurata dietro la schiena. Lei, impietrita dal terrore, è rimasta in silenzio e non ha provato nemmeno a reagire. I tre malviventi, forse credendo che potessero contenere del denaro, hanno preso i plichi gialli all'interno della borsa, per caricarli sulla Panda rubata. Quindi le hanno sfilato dalla fondina la pistola d'ordinanza, una Beretta calibro 9 corto. «Non ti preoccupare, la buttiamo in un campo più avanti» ha detto, con fare tranquillizzante, quello che pareva essere il leader della gang. A quel punto i due sono saliti di corsa sull'utilitaria dove li attendeva il terzo complice, e si sono allontanati verso via don Aldo Mei, senza che nessuno si accorgesse della loro presenza. Il tutto, del resto, è durato solo pochi attimi, che sono sembrati comunque eterni alla vittima.  A dare l'allarme è stata la stessa guardia giurata, che è riuscita a liberarsi del laccetto in plastica che le cingeva i polsi, forse difettoso, o forse perchè, nella fretta, era stato applicato al contrario dai malviventi. A piedi ha percorso il breve tratto che la separava dalla caserma dei carabinieri di Capannori, cui ha raccontato la propria disavventura. Dei banditi, nonostante le ricerche, nessuna traccia.  Sulla vicenda interviene anche la Fisascat Cisl provinciale di Pistoia, cui la guardia giurata è iscritta: «Esprimiamo - si sottolinea nella nota sindacale - la nostra solidarietà alla nostra associata e a tutti i lavoratori del settore vigilanza, che svolgono un compito difficile e pericoloso. Fareme una richiesta di incontro con l'azienda per parlare di sicurezza e valutazione dei rischi».

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