Il dolore
Tessere elettorali, tutti prosciolti
Pietro Barghigiani
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Da sinistra il consigliere comunale del Pdl, Andrea Gabbani, il consigliere comunale di Amo Montecatini, Moreno Mencarelli e lex assessore del Pdl, Gianluca Calzolari Nessun rilievo penale per il ritiro dei documenti senza delega dei titolari
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MONTECATINI. Non luogo a procedere per il reato di falso ideologico riferito a tutti e sei gli imputati. Remissione degli atti al pubblico ministero per la formulazione di un nuovo capo di imputazione nei confronti di tre indagati per un'ipotesi di reato minore legata alla formazione delle liste elettorali. Arriva poco dopo le 13,30 la sentenza del gip Matteo Zanobini che, accogliendo le richieste del pubblico ministero Claudio Curreli, libera dal macigno di un eventuale processo amministratori in carica e passati, una dipendente comunale e un imprenditore. L'inchiesta era quella delle tessere elettorali consegnate senza delega dei titolari. Prosciolti. Non luogo a procedere per gli assessori della passata giunta di centrodestra, Gianluca Calzolari (avvocati Giuseppe Castelli e Riccardo Sensi) e Andrea Gabbani (avvocati Claudio Del Rosso e Alessandro Giuliani), attuale consigliere comunale del Pdl; l'allora e attuale consigliere comunale, Moreno Mencarelli (avvocato Cecilia Turco), all'epoca in corsa nel centrodestra con la lista Amo Montecatini con cui venne poi eletto nell'assemblea consiliare; il candidato nella lista Amo Montecatini, Leonardo Iozzelli, (avvocato Olivia Bosaz), imprenditore nel settore del benessere; la dipendente dell'ufficio elettorale, Simonetta Rafanelli (avvocato Gianluca Corrias); la romena Roxana Constantin (avvocato Gualtiero Bracali), addetta alla segreteria per la lista Amo Montecatini. Erano accusati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Atti al pm. Per Rafanelli, Costantin e Mencarelli il gip Zanobini ha disposto l'invio del fascicolo all'ufficio del pubblico ministero per la presunta violazione dell'articolo 56 della legge elettorale inerente la formazione delle liste elettorali. A questo punto il pm dovrà riformulare un nuovo capo di imputazione per un'ipotesi di reato lieve rispetto a quello per la quale è arrivato il proscioglimento. L'inchiesta. Secondo secondo l'esposto presentato dagli allora candidati a sindaco (escluso quello del Pdl) vennero consegnate decine di tessere anche a chi non aveva la delega per ritirarle. Era il giugno 2009 e ritenendo di aver riscontrato delle irregolarità nella distribuzione dei documenti necessari per votare, Giuseppe Bellandi per il centrosinistra, Giuseppe Fiore per La Destra, Andrea Piazzini per la Sinistra e Sandro Schiavelli con la sua lista civica firmarono una denuncia segnalando episodi che, a loro parere, avevano dei profili di responsabilità penale. «Irregolarità». Scrissero i quattro denuncianti nell'esposto: «È da escludersi che ogni singola tessera possa essere consegnata ad altri soggetti diversi dall'interessato, a meno che questi non abbia rilasciato specifica delega. Uno o più soggetti di nazionalità probabilmente romena avrebbero ritirato in questi giorni numerose tessere di altri connazionali, (oltre un centinaio, ndr) in molti casi senza consegnare idonea e valida delega. Ci sarà dunque da verificare la firma degli interessati». Bellandi, Fiore, Piazzini e Schiavelli, nel loro esposto definivano il comportamento «di rilevante gravità formale e sostanziale, perché potrebbe ingenerare forti dubbi sulla libertà e sulla incondizionabilità del voto espresso da molti cittadini romeni. Tale da far ritenere che alcuni cittadini della stessa nazionalità siano stati impossibilitati a esprimere il voto perché non in possesso della tessera elettorale, disinvoltamente consegnata ad altri». Prima il pm e poi il gip, sulla scorta delle memorie difensive presentate dagli avvocati, hanno ritenuto insussistenti gli estremi per andare al processo.
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